Beat the Microbead, la campagna contro le microplastiche nei cosmetici

di Fabiana Commenta

È supportata da 92 organizzazioni non governative di 38 paesi e coinvolge circa 448 brand che hanno già promesso di eliminare le microplastiche dai loro prodotti: Beat the Microbead è la campagna contro le microplastiche nei cosmetici che rilancia un trend sempre più diffuso e che segna il ritorno agli ingredienti naturali nei prodotti di bellezza.

etichetta cosmetici

I prodotti dannosi che vengono utilizzati in cosmetica stanno danneggiando l’ambiente e i consumatori devono avere la responsabilità di scegliere prodotti ecosostenibili rispetto agli altri: il sito Beat the Microbead offre anche una app correlata che riesce a scannerizzare i codici prodotti per informare immediatamente se il prodotto può essere acquistato o meno. 

Sotto accusa finiscono soprattutto i microgranuli, impercettibili particelle di plastica che si trovano in scrub ed esfolianti, ma che sono estremamente dannosi per la pelle e per l’ambiente. E in attesa che i grandi marchi realizzano in effetti una serie di prodotti eticamente sostenibili, ecco come interpretare le  etichette:

No silicones: coprono la pelle impedendo la naturale funzione di questo organo

No mineral oils: sono i derivati dal petrolio e tendono a  ostruire la pelle

No parabens: possono provocare squilibri ormonali

No GM ingredients: non si conosce bene il loro impatto dell’uso a lungo termine

No phthalates: hanno impatto tossico sulla vita degli uomini e degli animali

No propylene glycol sono i derivati petroliferi, Pg si trovano in prodotti per make-up,  capelli, lozioni, dopobarba, deodoranti, colluttori, dentifrici

No animal testing: non necessari e crudeli

No DEA (diethanolamine, monoethanolamine triethanolamine, indicati in etichetta come Cocamide e Lauramide in pratica sono composti chimici conosciuti per formare nitrati e nitrosamine , agenti causa-cancro

No EDTA – (potente metal chelato) non biodegradabile

No acrylates: sono derivati dal petrolio

No nano: non se ne sa abbastanza sull’impatto dell’uso a lungo termine

No BHT: antiossidante di dubbio profilo tossicologico e dal potenziale potere irritante su cute e mucose.

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