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Burberry vince una causa da 100 milioni di dollari contro i falsari cinesi

 
Sandra Rondini
24 maggio 2012
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Dopo la vittoria di Hermès contro 34 siti web che vendevano illegalmente i suoi prodotti contraffatti, anche la maison inglese Burberry ha vinto un’importantissima causa legale che promette di segnare un altro precedente assolutamente rilevante nella lotta alla piaga della contraffazione che incide gravemente sui bilanci delle grandi griffe nel mondo.

Miliardi di euro vengono persi a causa dei falsi e delle copie prodotte e commercializzate illegalmente soprattutto nel mercato cinese. Se non ci si può comprare una borsa non c’è nulla di male, il male è danneggiare l’artigiano che ci ha lavorato con le sue mani, il designer che l’ha concepita, l’ufficio marketing che ha creduto nelle sue idee, fotografi, stylist, parrucchieri, truccatori e modelle che hanno lavorato in costose campagne stampa per lanciare il prodotto sul mercato fino ai soldi spesi in pubblicità su magazine e media e, last but not least, il commerciante e relativi dipendenti che tentano di venderlo e sono, invece, costretti, non solo a vedere i loro store  vuoti, ma anche i vu cumprà per strada che vendono a prezzi stracciati copie dei loro prodotti.


Per non parlare del web dove sono migliaia i siti internet specializzati nel vendere prodotti fake delle griffe di moda più importanti. E proprio il web è il luogo dove si delinque di più, acquistando prodotti contraffatti coperti dall’anonimato di una carta prepagata. La polizia, anche quella postale, cerca di arginare il fenomeno come può, ma non può essere ovunque e sempre, è come combattere contro una mitologica Idra a nove teste: appena si chiude un laboratorio clandestino o un sito web illegale ne riaprono subito un altro.

Per questo la vittoria di Burberry è davvero molto importante. La casa di moda britannica è riuscita ad ottenere dal Tribunale Federale di Manhattan un risarcimento di ben 100 milioni di dollari vincendo una causa contro una rete di siti internet che vendevano copie di prodotti della griffe come buyburberry.com e yesburberryvision.com appartenenti a un gruppo di falsari cinesi.

Oltre ai danni, il giudice ha riconosciuto a 236 siti che vendono merce scadente sfruttando il nome di Burberry un’ingiunzione permanente e ordinato che vengano trasferiti tutti alla maison inglese così da poterle permettere di individuare i falsari da cui parte tutto, ma anche i fornitori di servizi Internet che li aiutano, i motori di ricerca che li indicizzano bene e anche gli stessi provider. Il tutto per difendere gli utenti dalle truffe di questi falsari che promettono super affari vendendo prodotti falsi e mediocri, rovinando la vita di tutte le persone che vi abbiamo elencato all’inizio di questo post.

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