Cappelli autunno inverno 2011 2012: la bio-collezione di Luca della Lama

di Giulia Ferri Commenta


Avete presente quelle odiosi shopper biodegradabili in amido di mais che si disintegrano a due metri dalla cassa? Avreste mai pensato che invece, sempre dal mais, si ricava un nylon impermeabile e biodegradabile? Quella che può sembrare una contraddizione è invece un un tessuto esclusivo delle tante fibre naturali con cui vengono realizzati i cappelli di Luca della Lama.

Non a caso vengono quindi definite bio-collezioni: si fa dalle lane quali l’angora, il cashmere, lo shetland, alle curiosissime ed esotiche fibre di bamboo, canapa, kapok, banano, ortica la seta e il sughero, solo per citarne alcuni.

Dal 2008 Luca della Lama impronta tutta la collezione  su tessuti e pellami biocompatibili, rifiutando a priori tutta quella parte considerevole di materiali sintetici che non provengano dal riciclo. Questo nuovo concetto di qualità estrema non può prescindere da queste scelte: Stile e Manifattura interamente italiani ed attenzione alle materie prime usate rigorosamente biocompatibili.

E sembra che a capirlo sono state colte celebrities, come Julia Roberts, che durante le riprese del film Mangia Prega Ama, indossa il modello Panama arrotolabile in cellulosa extrafine; Mara Venier, ne L’anno che verrà, indossa un cappello di nappa con pelliccia di racoon e tante stelle della musica, dal compianto Michael Jackson, al corpo di ballo del Chiambretti Night da Bill Goodson a Diana Ross, Steavie Wonder, Gloria Estefan.