Cerimonia di chiusura del Festival di Cannes: i look di Diane Kruger e Nastassja Kinski

di Sandra Rondini Commenta

Tutto arriva e tutto passa, si dice e anche quest’anno il Festival del Cinema di Cannes ha chiuso i battenti di un’edizione memorabile, piena di star, modelle e divi sui red carpet, ma con pochi film degni di memoria e un austero Presidente di Giuria, Nanni Moretti, che ha vietato ai membri della giuria di partecipare a party e di applaudire durante le proiezioni. Chissà come avrà reagito Jean Paul Gaultier. Avrà visto tutti i film in gara come ordinato da Nanni Moretti? Sarà stato ligio al suo dovere di giurato? Chissà.


Intanto la cerimonia di chiusura del 65simo Festival del Cinema di Cannes è un altro evento, l’ultimo fuoco di artificio, che le grandi griffe non possono permettersi di non fare proprio. Come Christian Dior che ha vestito la splendida attrice Diane Kruger con un abito della collezione alta moda primavera/estate 2012 disegnata da Bill Gaytten, l’ultima per fortuna perché finalmente il non proprio talentuoso sostituto pro tempore del geniale John Galliano ha dovuto cedere tutto a Raf Simons, ex Jill Sander, da cui ci si attendono grandi cose.

Così, per quanto Diane Kruger possa esser meravigliosa, l’abito dai volumi importanti e in una stampa check lucida e opaca mixata a fantasia non meglio definite non le rende per nulla giustizia. Povera Diane! Però può consolarsi con l’informa abito bianco, quasi da sposa gipsy, dell’attrice Nastassja Kinski che ha scelto accessori Swarovski per la premiere di “Thérèse Desqueyroux“. L’abito era davvero anonimo, a voler essere gentili, per non parlare delle scarpe.

Quel paio estemporaneo di sandali neri sotto quell’abito total white gridavano vendetta: non c’entravano nulla! Per non parlare della stola con cui si è avvolta tutto il tempo. Ma non faceva affatto freddo. Forse ansia di tornare sotto i riflettori dopo tanto tempo? Chissà… Comunque Nastassja Kinski, uno dei grandi sex symbol degli anni Ottanta, resta davvero una bellissima donna. Non è col tempo e con le rughe che si misura il fascino di una donna.

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