EKA di Cristina Rotondaro, la vera cultura del gioiello

di Sandra Rondini Commenta

eka cristina rotondaro piazza di spagna

Con boutique a Roma, New York e Londra, la designer Cristina Rotondaro, creatrice della griffe EKA, continua con successo la sua ascesa verso una consacrazione internazionale sempre più vicina. E meritata. Il suo studio e la sua ispirazione d’artista l’hanno portata a esplorare mondi lontani sviluppando uno stile in cui il multietnico, gli elementi naturali, simboli ancestrali e un personale universo onirico e immaginario sono rielaborati insieme con stile generando qualcosa di assolutamente unico nel mondo dell’alta gioielleria italiana.

Cristina ha lavorato per anni con gli occhi e il cuore aperti sul mondo dell’arte orafa, approfondendo la ricerca sui temi ed i significati della conoscenza spirituale in modo globale, abbracciando varie culture e vari credo, come fecero un tempo quegli antichi mercanti illuminati che amarono le civiltà toccate nei loro lunghi viaggi e trasportarono per terre e mari i modelli dell’arte orafa del Sud Est Asiatico, i monili africani, le gemme babilonesi.


Nata in Kenya, Cristina Rotondaro è cresciuta tra il Marocco, le Filippine e il Brasile e dopo una lunga esperienza presso la maison Bulgari, ha creato nel 2000 il suo brand EKA in cui confluiscono molte delle sue passioni (lo yoga, le filosofie orientali..) e le suggestioni derivanti dai suoi numerosi viaggi e dalla sua intensa vita. EKA è una collezione che prende il nome dalla parola sanscrita “Uno”, l’origine della catena che collega individualità e resto dell’insieme, scelta ad indicare non l’inizio di qualcosa, ma l’unità del tutto, primordiale e immutabile nella sua essenza.

Ci sembra quasi di star parlando di antropologia, più che di gioielleria, ma sicuramente di studio etnografico si tratta, di una precisa volontà di immaginare un ponte tra civiltà che Cristina Rotondaro attraversa con molta eleganza rendendo EKA il simbolo di una sofisticata arte orafa moderna che ruota attorno all’unicità della creazione, a quell’Uno, quell’Eka dei sanscriti che dona a ogni oggetto un’anima propria e inscindibile da chi lo indossa.

I suoi gioielli, infatti, sono tutti molto luminosi perché vogliono trasmettere a chi li indossa azione energetica ed emotiva, oltre che un felice momento di ricerca interiore. Attualmente è in vendita nelle prestigiose vetrine di Barneys a New York e in altre numerose località degli States, oltre che da Harvey Nichols a Londra e, naturalmente, nel suo atelier, nel cuore di Roma, vicino a Piazza di Spagna.

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Tra le sue più affezionate clienti, nonché spesso testimonial della griffe, l’attrice Elena Sofia Ricci che sul red carpet dell’inaugurazione del Festival del Cinema di Roma ha indossato, sotto un tailleur di Armani, il collier “Perle di Luna“, un pezzo unico, interamente creato a mano, in oro bianco e oro rosa, perle di mare Keshi e diamanti. Sempre la bella attrice,  nata a Firenze, ma naturalizzzata romana, il 2 novembre scorso, per la prima dell’attesissimo film di Ivan Cotroneo, “La kryptonite nella borsa”, ha indossato l’innovativo anello Mantra Evolution in oro bianco e diamanti e il bracciale Cometa in oro bianco, cristallo di rocca e diamanti. Davvero favolosi!