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Made in Italy a rischio: l’Italia perde la proprietà delle sue aziende

 
Viktor Perla
9 febbraio 2012
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viktor perlaL’italia è sempre stata famosa ed apprezzata per la sua moda, l’etichetta Made in Italy è considerata generalmente come simbolo di prestigio e qualità ma quanta moda di lusso è veramente italiana? Nel clima di sfiducia dell’eurozona la tendenza è stata senza dubbio quella di acquisizioni di aziende da parte di gruppi esteri piuttosto che di investimento nelle stesse ed ora con l’allarme ufficiale lanciato da Pambianco possiamo anche iniziare a preoccuparci: del Made in Italy di italiano sta rimanendo veramente poco.

Dallo studio delle operazioni realizzate nel settore moda e lusso nel corso del 2011 troppe sono le aziende italiana che sono finite nelle mani di proprietari esteri. Che senso avrebbe essere il paese simbolo della moda e del lusso se non riusciamo a mantenere la proprietà delle aziende?

I marchi indipendenti che riescono a sopravvivere sono veramente pochi, i grandi gruppi del lusso internazionali (LVMH, PPR, …) continuano ad acquistare senza sosta, nel 2011 l’Italia ha perso Bulgari e Brioni, Mandarina Duck, Coccinelle, La Rinascente, Belstaff, Gianfranco Ferré ed il gruppo Ferretti Yacht.

Sembra che i grandi gruppi esteri stiano trovando grande beneficio del momento di crisi che sta attraversando l’italia che non riesce a conservare il proprio patrimonio ed invece di creare gruppi di marchi di lusso nazionali continua a vendere agli esteri, una tendenza che sta iniziando veramente a farci preoccupare.

L’ultimo allarme risale proprio a pochi giorni fa con la pubblicazione nel “Financial Times” della news riguardante l’acquisizione da parte del coreano Samsung Fashion del 100% del brand di lusso italiano Colombo direttamente dalle mani di proprietari, la famiglia Moretti: il marchio italiano era già presente in Corea con alcuni suoi store. Tutti vogliono la moda italiana, saremo capaci di conservarne la proprietà o presto in questo cambio di ruota diventeremo solo la manodopera?

Fonte Pambianconews.com

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