Marc Jacobs erede di John Galliano da Dior? Due talenti molto simili…

di Sandra Rondini Commenta

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Se i rumors che impazzano sul web fossero confermati, non ci stupiremmo più di tanto. Anzi. Marc Jacobs sul trono della maison Dior che per quindici anni fu di John Galliano ci sembra la più giusta e adatta tra tutte le ipotesi ventilate in questi lunghi mesi passati ad attendere la nomina dell’erede di un genio caduto in disgrazia causa pesanti accuse di antisemitismo.

Chi poteva sostituire l’estroso stilista britannico, che è stato il potente direttore artistico della maison Dior fin dal 1996, se non un altro, altrettanto estroso, stilista, sempre straniero, e sempre alla guida di un’altra famosa maison parigina, Louis Vuitton, sin dal 1997? I due si somigliano più di quanto pensiate.


Non sono due semplici persone. Ma dei veri personaggi a cui non basta che sia riconosciuto il loro eccezionale talento come designer. Hanno bisogno di essere riconosciuti come star. Grandi comunicatori e abili promoter di se stessi, hanno costruito a tavolino la loro immagine fatta di trasgressione ed eccentricità.

Se John Galliano giocava di più con il concetto di maschera, chiudendo ogni sua passerella con una memorabile uscita in costume, come quella mitica da torero, l’americano Marc Jacobs si mostra al pubblico con i suoi pettorali scolpiti, spesso vestito con gonne portate per vezzo stilistico e in compagnia dei suoi boyfriend con cui, a più riprese, annuncia di volersi sposare e adottare un bambino.

Come Yves Saint Laurent, ma permettetecelo, con molta meno classe, ha posato nudo per la campagna stampa del suo profumo “Bang” con la maxi boccetta in posizione strategica a coprire ciò che non era il caso di mostrare in e al pubblico. Dopo cinque mesi dal licenziamento di Galliano e a un mese dall’ultima disastrosa collezione di alta moda, la maison corre ai ripari e sceglie Marc Jacobs per rilanciare la sua immagine offuscata.

D’altronde, dopo un personaggio così mediaticamente forte come John Galliano non si poteva ripiegare su un talento low profile. E di low profile Marc Jacobs, proprietario delle griffe Marc Jacobs e Marc by Marc Jacobs, non ha proprio nulla se non quello stile upper class newyorkese così tipico delle sue collezioni moda che, infatti, tanto piacciono a donne radical-chic come la regista Sofia Coppola.

Il gruppo LVHM, proprietario di tutti i brand coinvolti nella vicenda, non conferma né smentisce il rumor scatenato dal magazine di moda WWD (Women’s Wear Daily), ma la nomina di Marc Jacobs, che già fa parte del gruppo, renderebbe tutto più semplice. Si tratterebbe solo di spostare qualche altra pedina già individuata in Phoebe Philo, attuale direttrice artistica di Céline, che passerebbe alla guida di Louis Vuitton.