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Prada, una gonna per gli uomini è la rivincita delle donne

 
Paola Perfetti
1 novembre 2009
2 commenti

Miuccia_Prada-modalizer

Miuccia Prada rivoluziona i ruoli e rilancia il trend “più gonna per gli uomini“. Una rivincita delle donne da parte delle donne di successo?

La Signora Prada ha affermato sulle pagine del magazine “Purple” di pensare a un’accelerazione del cosiddetto mens’ skirt trend.

In particolare, sta lavorando a una collezione maschile che ha già allarmato qualche uomo dalla maison, intimorito dalla creatività di Miuccia, e che prevede il ritorno dell’uomo in  gonnella (un assaggio ce l’ha già dato Mark Jacobs, per la verità).

“La moda uomo dovrebbe prendere spunto da quella femminile, e non da ciò che gli sta intorno. Il menswear è così limitato che mi sento libera di dare sfogo alle mie idee. Altimenti, morirei di noia”, ha affermato Miuccia Prada su Purple.

C’è da credere che se riuscisse nel proprio intento, non si morirebbe di noia.  Anzi, sarebbe una gran rivincita per le donne: uomini tremate!

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  • #1Triton

    Ma magari fosse possibile per un uomo poter indossare una gonna (da uomo appunto) liberamente. Penso che non ci sia proprio nulla di male nè tantomeno di trascendentale nell’esprimere quelli che sono e rimangono semplicemente dei gusti personali e basta. Il problema a mio avviso è che ancora la gonna è vista troppo ad esclusivo appannaggio femminile, e vedere un uomo che indossa tale capo è etichettato immediatamente o come un travestito o come un omosessuale o entrambi assieme.
    Secondo me è una questione di abitudine: se fossimo tutti stati già abituati fin dalla nascita a vedere in giro uomini indossare la gonna, ho motivo di ritenere che nessuno sarebbe meravigliato in tale visione, tuttavia proprio a causa del fatto che ancora nelle menti della gente c’è la convinzione descritta pocanzi, temo che sarà assai difficile riuscire a sdoganarla soprattutto qui in italia un paese a mio parere estremamente chiuso, conformista e campanilistico e lo dico da estremo “fan” della gonna per uomo.
    Come fare allora a far si che la gonna si trasformi nelle menti della gente come un capo che potrebbe essere benissimo anche al maschile?
    Probabilmente iniziando a produrre gonne per uomo, magari si potrebbe scoprire che se non è uno solo ad indossarla ma in molti, e credo che ce ne sarebbero di uomini che la indosserebbero, le coscienze così cementate e stereotipate si dovrebbero ricredere e col tempo, (poichè per ogni cosa ci vuole tempo) nemmeno più farci caso.
    Si aggiunga che le gonne per uomo non avrebbero nulla a che fare con le linee da donna, ci sarebbe sempre una distinzione cone avviene per tutti gli altri capi.
    Perchè per le donne che indossano i pantaloni nessuno penserebbe mai che quella ragazza ha dubbi orientamenti sessuali? Bè proprio perchè primo i calzoni che esse indossano sono creati per donna, nessuna infatti si mette quelli da uomo; secondo proprio perchè come dicevo sopra, il pantalone “simbolo” per eccellenza del maschio, almeno secondo quello che è la mentalità, è stato “femminilizzato” e trasportato all’interno dell’universo femminile tra l’altro con piacevoli risultati.
    Se ci pensate esiste un corrispettivo uomo-donna per quasi tutto: dalle giacche ai pantaloni, dalle maglie alle camicie, persino la cravatta, dagli slip alle calze, tutto è sia per uomo che per donna: solo ‘sta caspita di gonna è rimasta solo per la donna.
    La penso proprio come te Cembo in merito a questa cosa: speriamo che prendano piede presto anche se ti confesso che sono un po’ scettico, ma sempre speranzoso.
    Saluti

    19 nov 2009, 08:03 Rispondi|Quota
  • #2cembo

    Non riesco a capire il motivo per il quale ad un uomo sia negato il comfort di una gonna o di un abito a foggia di tunica, indumenti storicamente apparsi prima di altri ed oggi, a torto (si pensi agli ovvi motivi di dimensioni esterne…) ritenuti di esclusiva pertinenza femminile.
    Va altresì detto che molti capi, dal design sobrio ed elegante potrebbero essere portati indifferentemente dall’uno o dall’altro sesso, anche in occasioni formali od assimilabili, senza modificazione alcuna, così come già accaduto nel senso opposto, quando non vi era l’esigenza della comodità, ma quella della praticità d’uso e dell’agilità nel compiere certe manovre (come il montare a cavallo).
    Quanto al problema delle gambe totalmente o parzialmente a vista, non capisco perché il problema non sussista con i calzoni corti, mentre si pone con le gonne o con gli abiti a foggia di tunica, lunghi o corti essi siano.Da tempo, una donna con i pantaloni ed i calzini non è bollata con epiteti ingiuriosi, perché un uomo con la gonna ed i collants o gli stivali dovrebbe esserlo?
    Tra l’altro, alcuni, ancora troppo pochi, per la verità, hanno già cominciato ad indossare la gonna: visto che erano insieme alla loro donna, si suppone che non siano omosessuali e si spera che questa patente incomoda sparisca presto.
    A mio personalissimo parere, l’inerzia è probabilmente dovuta ad un necessario adeguamento delle industrie: non tanto per l’istituzione di linee e modelli diversi (ce n’è già una tale abbondanza che è possibile scegliere un capo a proprio gusto nella produzione attuale), bensì per il raddoppio della produzione dei capi di tipo cosiddetto femminile e la riduzione di un terzo della produzione di calzoni. Infatti, se una donna attualmente possiede il 50% di calzoni ed il restante 50% fra gonne ed abiti a tunica, un uomo possiede il 100% di calzoni: supponendo la composizione del guardaroba sia indipendente dal sesso, si ottengono i risultati di cui sopra. Tra l’altro, cercando in rete, si trovano molti siti e discussioni dalle quli emerge un numero molto elevato di maschi che vorrebbero indossare capi diversi dalla solita divisa, anche in occasioni formali e non lo fanno per paura di essere etichettati malamente o, forse, perche nessuno ha ancora dato il La in maniera convincente e, nelle sfilate, non è ancora stato dato un segnale di svolta decisiva, in modo tale da permettere anche al sesso maschile di abbigliarsi secondo il proprio gusto, anziché per stereotipi cui, volente o nolente, è ancora costretto ad aderire.

    22 gen 2010, 18:47 Rispondi|Quota
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