Terry Richardson, la Condè Nast lo licenzia in tronco

di Fabiana Commenta

L’effetto Harvey Weinstein si abbatte anche sul mondo della moda: Condè Nast ha deciso di licenziare in tronco il super fotografo Terry Richardson, fra i più conosciuti nel mondo della moda. Il motivo? Il sospetto di molestie sessuali che hanno da sempre accompagnato il nome del fotografo, già reclutato anche il Calendario Pirelli.

Vi prego di distruggere tutti i servizi di Richardson e sostituirli con altro materiale. Noi non lavoriamo più con lui a partire da questo momento. 

terry richardson

Si legge in una mail di James Woolhouse, vice presidente del gruppo editoriale indirizzata ai responsabili delle diverse testate (incluse Vogue, Vanity Fair e Gq) come riporta il britannico Daily Telegraph. Il sospetto di molestie sessuali da parte di Richardson aleggiava da anni a questa parte, ma le accuse di diverse modelle nel corso degli anni non erano mai state prese troppo sul serio. Fino a questo momento. 

A rilanciare le accuse su Richardson è stato un servizio di pochi giorni fa del Sunday Times con un titolo molto chiaro: Perché Terry Richardson è ancora vezzeggiato dall’ambiente della moda?

La rivista definisce il fotografo  il Weinstein della moda, e per Richardson 54 anni, nato a New York e cresciuto in California, figlio del fotografo Bob Richardson, le Mose potrebbero cominciare a farsi difficili. Da sempre noto per il suo stile provocatorio e molto trasgressivo, Richardson ha legato il suo nome a celebri campagne pubblicitarie per Tom Ford, Hugo Boss, Gucci, Levi’s, Sisley e molti altri e ha ritratto praticamente ogni celebrità di cui si ricordi il nome. Al secondo matrimonio (chiaramente entrambi le mogli sono modelle), è padre di due gemelli, ma adesso Richardson rischia di trovarsi la reputazione distrutta visto che il clima nel mondo del cinema (e sembra nella moda) stia rapidamente cambiando.

terry richardson

Lui si è sempre difeso anche attraverso una recente lettera inviata all’Huffington Post dove spiega di aver sempre “collaborato con donne adulte e consenzienti, pienamente consapevoli del tipo di lavoro che stavamo facendo. Non ho mai usato un’opportunità professionale o non mai fatto ricorso alle minacce per costringere una persona a fare qualcosa che non volesse. Ho il massimo rispetto per quanti lavorano con me, riconosco la loro libertà di scelta e accetto le loro decisioni”. Ma per il momento è costretto ad incassare il licenziamento immediato della potentissima Condè Nast. 

 

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