Underwear e make up: in Arabia Saudita le donne non vogliono commessi maschi e il governo le accontenta

di Sandra Rondini Commenta

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Nel 2006 in Arabia Saudita fu approvata una legge, mai applicata, che impediva agli uomini di vendere abiti e cosmetici in negozi prevalentemente frequentati da donne. Da allora sono passati sei anni e di questa misura voluta dal governo sembrava non esservi più traccia. Almeno fino ad oggi, data in cui questa legge è effettivamente entrata in vigore e presto non troverete più in Arabia Saudita nessun commesso uomo in un negozio in cui entra per lo più clientela femminile, come negli store dedicati a prodotti di make up o capi di lingerie.

Questo ‘golpe lavorativo’ è stato caldeggiato proprio dalle donne saudite che si sentivano molto a disagio nell’essere servite in negozi di underwear da personale maschile incaricato di consigliarle nell’acquisto del capo più adatto alla loro silhouette. L’essere osservate da un uomo in un modo così attento e minuzioso le metteva in una situazione di forte imbarazzo, a causa della loro religione e moralità. Così per mesi hanno protestato contro il governo e boicottato store di make up e lingerie finché non hanno ottenuto quello che volevano da sempre: essere servite da altre donne evitando l’imbarazzo di essere squadrate da capo a piedi da un uomo, magari non gradito.


In effetti, anche in Occidente una cliente donna preferisce che dall’altra parte del bancone ci sia una donna a consigliarla, soprattutto se si tratta di underwear, mentre per il trucco, senza voler generalizzare, si sta imponendo una tendenza contraria. Si tende, cioè, a privilegiare sempre più la competenza di un commesso, considerando, invece, la commessa quasi solo una vendeuse.

Tornando all’Arabia Saudita, non solo le donne hanno preteso l’allontanamento di personale maschile dai negozi con clientela prettamente femminile, ma hanno anche ottenuto che fossero assunte delle donne al loro posto. Donne saudite, per giunta, perchè non vogliono nemmeno che le commesse siano straniere. In un paese in cui alle donne è fatto divieto persino di guidare, un aumento dell’impiego femminile non può che fare piacere, anche se ottenuto per delle motivazioni se non sbagliate almeno discutibili.

Ma forse è giusto così se già queste donne se la devono vedere con lo sceicco Abdul-Aziz Al Sheikh, una delle massime autorità religiose del paese, secondo il quale, se molte donne lavoreranno in questi store si creerà la vergognosa situazione di vedere una donna dover consigliare a un uomo l’underwear più confortevole  squadrandone il corpo, e relative parti anatomiche, senza alcun pudore. Molto meglio il contrario secondo lo sceicco. Ma le donne saudite non ci stanno e promettono battaglia.

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