Vetrine ecosostenibili per uno shopping di lusso anche per l’ambiente!

di Sandra Rondini Commenta

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“EcoLogiCool windows” è un nuovo progetto che promette, sempre più, di segnare nel mondo del fashion system una svolta eco-sostenibile davvero molto importante. L’idea è tutta italiana ed è stata sviluppata dalle società Indica e Arte Vetrina Project, ma non è pura teoria o accademia perché già all’estero (noi siamo sempre gli ultimi a mettere in pratica le nostre idee, chissà poi perché..), passeggiando lungo le più famose vie dello shopping in Dubai, Libano, Kuwait, Bahrain Siria e Giordania ci si può imbattere in queste speciali vetrine sostenibili.

Di cosa si tratta esattamente? Di un progetto che cerca di salvaguardare l’ambiente non solo di chi guarda da fuori la vetrina, osservando magari capi vegano o realizzati secondo la filosofia del riciclo o dell’ethical fashion, come tanti altri impegnati in questo senso, ma presta particolare attenzione alle emissioni di Co2 generate in tutte le fasi di realizzazione della vetrina, dalla sua ideazione fino al momento finale dello smaltimento dei materiali di scarto.

Se non proprio tutto è possibile da ridurre in termini di emissioni di gas ad effetto serra, si cerca di compensare finanziando progetti di produzione di riforestazione o di energie rinnovabili. Parlando di Libano e Dubai, è chiaro che stiamo parlando di un certo tipo di shopping, ovviamente di lusso, ma non è escluso che presto un progetto del genere non coinvolga anche altre città e brand più alla portata di tutti.

Le vetrine sostenibili sono un’ottima idea che molte griffe hanno deciso di sposare e mettere in pratica senza esitazioni, come AïZone, brand del gruppo Aishti Sal che in Medio Oriente distribuisce tante prestigiose griffe deluxe e che per le vetrine con esposte la nuova collezione autunno-inverno 2011/202 ha scelto di finanziare un progetto di riconversione di una centrale a biomassa in Brasile, evitando così, almeno in parte, la piaga della deforestazione che attanaglia ampie parti dell’Amazzonia, saccheggiata e depredata della sua rigogliosa natura.

Il progetto elaborato dalle società Indica e Arte Vetrina Project controlla l’impatto ambientale che la creazione di una vetrina può avere: dal consumo di energia al trasporto, dagli imballaggi all’utilizzo di vernici e materiali di plastica, fino all’atto finale, lo smaltimento degli allestimenti.

Naturalmente non si può monitorare ogni fase, ma si può fare in modo che ogni fase sia virtuosa per quanto possibile, spingendo i titolari dello store a trasportare e dismettere poi i materiali (riciclati o riciclabili) con mezzi più ecologici e utilizzare un tipo di illuminazione che contenga al massimo i consumi energetici. Una bella idea, figlia di un’educazione al rispetto dell’ambiente che fa caso anche alle piccole cose, un’educazione che in Italia ancora manca, ma noi speriamo nelle generazioni future e nella coscienza di quelle di adesso.