India Vogue: la Bellezza è anche abbronzatura

di Paola Perfetti Commenta

Cambiano i canoni estetici anche in India.

L’ultimo numero di India Vogue presenta cinque modelle in posa tutte dalla pelle color caffé-latte: una vera novità visti i pregiudizi interni al Paese.

Nonostante il successo delle star di Bollywood anche nel nostro jet set (Freida Pinto fra tutte), infatti, la moda indiana rifugge la tradizionale bellezza locale per preferirle steretipi occidentali fatti di bellezze statuarie, algide, ossute, chiare nella carnagione.

Ancora fino agli ’50 del Novecento, anche da noi, in Italia, la donna abbronzata era sinonimo di lavoratrice nei campi, un po’ contadinotta, che poteva lasciava che la sua pelle bruciacchiasse al sole mentre lavorava all’aria aperta. Al contrario, la nobildonna è da sempre, per noi del Vecchio Continente, colei che si ripara sotto un ombrellino, perciò molto raffinata e lontana anni luce dalla parola lavoro.

Con il titolo “Dawn Of Dask“, le cinque modelle in bikini in posa sulla copertina di Vogue India mirano a superare proprio questa credenza – ancora molto radicata nel Subcontinente Indiano – per la quale è il pallore della pelle a definire la bellezza di una donna.

Vogue non ci crede più e per l’occasione sceglie anche la super top anglo-kenyota Gia Johnson Singh, molto nota nel Paese di Ghandi, come a dire: l’alba dell'”abbronzato”.

Una copertina per superare i confini razziali, dunque. E per farlo, Vogue dice molto chiaramente:

“Ogni generazione ha la sua visione mitica della Bellezza. Questa è la volta di rompere con il suo. E’ tempo di dire che, come rivista, noi amiamo, e abbiamo sempre amato, i meravigliosi colori dell’India e della sua pelle … scura, mulatto, bronzo, oro – qualunque sia, lo amiamo.”

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