Kristina Ti, difende la moda: l’anoressia è un problema sociale

di Redazione Commenta

Kristina Ti dopo i recenti attacchi alla moda, da parte di giornali, riviste etc, si dichiara infastidita da tali accuse, dicendo ad un intervista a La Stampa: Mi infastidisce molto questo continuo attacco agli stili e agli stilisti

Parla dell’anoressia, piaga sociale del XXI secolo, ma di come non sempre la moda sia l’unica portatrice di guai. Se siete curiosi di saperne di più, vi riportiamo l’intervista de La Stampa subito dopo il salto.

Come stilista lei è pro o contro l’iniziativa del Comune?
«Penso sia lodevole a livello di sensibilizzazione, ma non serve a nulla. D’accordo portare il buon esempio, però non va al nocciolo della questione: resta un bel gesto e basta. Aggiungerei superficiale».

In altre parole?
«L’anoressia è un problema sociale, da affrontare a livello clinico, e non in giro per negozi. Troppo facile ridurlo e legarlo alla moda, addirittura sciocco farlo. La magrezza delle modelle è generalmente dovuta alla loro giovanissima età: sono ancora acerbe e quindi sembrano sotto peso. Anch’io a 16-17 anni apparivo tutta pelle e ossa, indossavo la 38 ma non per questo ero malata».

Come commenta la frase di Kate Moss che è suonata come un invito a rinunciare al cibo?
«Mi sembra una follia. Non credo che oggi le teenager siano così disinteressate alla vita e prive di identità da seguire alla lettera una tale dichiarazione. Non ci si può ammalare per un battuta di una top model che ha sempre vissuto di eccessi e sregolatezza. E’ un personaggio trasgressivo: Lancia una provocazione e tutti ci cascano. Un copione già visto».

La questione resta seria.
«Proprio come la bulimia però. Ma chissà perché, se ne parla poco. Se posso dirlo, mi infastidisce questo continuo attacco al nostro settore: ogni qualvolta si affronta un problema tipo anoressia, droga o alcol, entra in ballo la moda, quasi ne fosse un sinonimo. Il nostro mondo, invece, dovrebbe essere valutato per l’importanza economica che rappresenta per il nostro Paese».

Il marchio Kristina Ti meriterebbe il bollino blu?
«E’ una domanda che non mi pongo nemmeno. E’ come se dicessi: mia figlia che ha tre anni, indossa la taglia 18 mesi. Che si sia già fatta influenzare da Kate Moss?».

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