Alexander McQueen, collezione primavera estate 2010

La collezione Alexander McQueen, è ispirata all’Atlantide di Platone. La pista illuminata da due sinistre cineprese ed un robotico gigantesco boom nero correva avanti e indietro, mentre uno schermo mandava il video di Raquel Zimmermann, sdraiato sulla sabbia, nuda, con i serpenti sul suo corpo.

Ecco arrivare i capi, disegni e stampe di rettili, stampa digitale sugli abiti, il corpo affondato nei panni di un grottesco mostro marino antidiluviano. McQueen, secondo una sua logica ha rilasciato ad un comunicato stampa, che la collezione è una previsione apocalittica del futuro, dopo un collasso ecologico del mondo: Il genere umano è composto di creature che si sono evolute dal mare, in un futuro subacquea dove la calotta di ghiaccio è sciolta.


Il messaggio di McQueen era essenzialmente affondato nel vestito corto ispirato al mare con ingegneria stampe rettile, gonna a campana, colori che vanno prima verde e marrone, poi si spostano nei color acqua e blu modellati su strutture panniered.

McQueen sembra aver predetto attraverso la sua arte l’ibridazione biologica della donna con i mammiferi marini, e lo si vede attraverso i pantaloni in cui i fianchi imitavano la pelle degli squali e delfini.

McQueen ha realizzato più che una collezione una scenografia eccezionale, il suo modo di abbracciare le nuove tecnologie informatiche e il dramma delle immagini in movimento lo pone all’avanguardia nel cambiamento.