Coco Chanel e la dinastia Ming, ricordi e ispirazioni in una maestosa retrospettiva

di Sandra Rondini Commenta

coco chanel mostra National Museum of Art of China

La dinastia Ming fu la dinastia chedominò la Cina dal 1368 al 1644, con i suoi imperatori illuminati che promossero un periodo di rinascita culturale: mentre i mercanti cinesi esploravano tutto l’oceano Indiano, l’arte cinese (in special modo la famosissima e di gran pregio industria della porcellana) raggiungeva traguardi straordinari, mai raggiunti prima.

Proprio questa age d’or della Cina viene celebrata curiosamente insieme ad una grande mostra di cui sarà protagonista Coco Chanel, la celebre stilista francese, icona del proto-femminismo e straordinaria couturier, in partica inventrice di gran parte del guardaroba moderno della donna di oggi.

Esattamente vent’anni dopo l’inaugurazione in Cina del primo flagship store della griffe francese, la vita e la straordinaria carriera di questo genio della moda del Ventesimo secolo saranno oggetto di una retrospettiva senza precedenti. La mostra sarà ospitata presso il National Museum of Art of China dal prossimo 13 dicembre. Una volta si pensava alla grandeur della Francia e alla maestosità di tutto ciò che l’America organizzava, ma ormai la Cina ha mezzi, idee e strumenti per battere tutti in quanto a strutture.


Tutto in Cina è gigantesco, così, meritatamente, il mito di Coco Chanel, ammesso che sia possibile, sarà contenuto in uno spazio davvero maestoso. Questo meraviglioso space ospiterà centinaia di preziose opere d’arte come  un busto di bronzo realizzato da Jacques Lipchitz, un disegno di Salvador Dali e un collage molto originale di Pablo Picasso.

Ma anche sublimi abiti haute couture, favolosi gioielli e tante fotografie, testimonianza di un’epoca che ha segnato per sempre la storia del costume. Tutti oggetti che la designer ebbe modo di ricevere in dono e ammirare perché, celebratissima già in vita, sopravvisse al suo stesso mito. Molti artisti hanno bisogno di attendere la morte per conoscere una gloria postuma. Lei no. Lei già in vita sapeva di essersi ormai guadagnata un posto di diritto nei libri di storia.

Non solo per la moda, ma soprattutto perché liberò la donna dalle convenzioni borghese che la vedevano ancora inguainata in abiti che non le permettevano alcun libero movimento, puro status symbol del marito pronto ad esibirla durante le occasioni mondane, proprio lei che, ormai, era parte integrante della working class. Tutto il materiale della mostra atterrerà a Beijing dopo un happening al Museum of Contemporary Art of Shanghai e la cosa originale è che la Cina cercherà di stabilire un ponte tra la sua cultura e quella della stilista francese.

The National Museum of Art of China ospiterà più di centomila pezzi provenienti da diverse collezioni private, molti dei quali appartengono alla storia della Cina. La cultura Ming sarà mixata con stile con le opere di Chanel per dimostrare che un certo gusto orientaleggiante, peraltro molto in voga negli anni Venti, come dimostrano intere collezioni di gioielli di Louis Cartier, è presente nelle opere e nei ricordi della grande Coco Chanel.

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