Chanel n5, il libro sul segreto dell’emblematico profumo

di Dafne Patruno Commenta

 Recentemente già vi abbiamo parlato di un libro su di lei, la mitica Coco Gabrielle Chanel spia segreta per i nazisti, un testo che ha fatto immediatamente scandalo, grazie al quale si è trovato subito un ipotetico punto in comune con John Galliano e i suoi insulti antisemiti. Il libro di cui vi parliamo oggi è sicuramente un testo più positivo “Il segreto di Chanel n5, la storia del più famoso profumo e di chi l’ha creato“.

Nel libro più che svelare segreti si racconta la storia e le motivazioni che hanno spinto Coco Chanel ha creare un profumo per la sua maison, un idea innovativa e originale per quei tempi. Una fragranza attraverso la quale si raccontava segretamente svelando le sue misere origini e i suoi anni più scandalosi nei quali era ballerina e cantante. Gli odori racchiusi nel mitico Chanel n5 sono il mix dei profumi dei suoi ricordi: l’odore di pulito del convento dove è cresciuta, il profumo intenso delle ballerine del cabaret e i profumi fioriti delle donne di classe.

Per una epoca nella quale ogni donna profumava di un solo fiore, la fragranza di un bouquet così ampio fu considerata totalmente vanguardista, sebbene la ricetta del profumo non fosse del tutto originale. Nonostante il lancio del profumo ebbe molto successo non sarebbe diventato un oggetto di culto se non fosse stato per la guerra, grazie alla quale Chanel n5 assunse il valore di simbolo di un lusso francese perduto. Il profumo con il n5 divenne il souvenir da portare a casa per i soldati che erano al fronte e iniziò a rappresentare molto di più di un semplice profumo.

Chanel n5 è oramai considerato il mostro dell’industria profumiera, il profumo più famoso e più venduto al mondo. Un profumo per il quale la sua creatrice lottò gran parte della sua vita per averne i diritti e che riuscì a smuovere non pochi interessi. Durante l’occupazione nazista anche nel libro “Il segreto di Chanel n5” si accenna alle simpatie e amori di Coco Gabrielle con i tedeschi, pertanto l’ipotesi di Chanel avesse potuto essere una spia sembra assumere una certa credibilità.

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