Stella Jean torna ad AltaRoma dopo il successo della sua prima collezione dedicata alle donne di Haiti e alla libertà

di Sandra Rondini Commenta

In attesa di vederla sfilare per la seconda volta durante AltaRoma, la settimana dell’alta moda romana che si terrà dal prossimo 28 gennaio al 31 gennaio 2012 a Roma nella splendida location del complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, dobbiamo proprio dire che una delle collezioni che ricorderemo con più piacere di questo autunno-inverno è quella della giovanissima Stella Jean.

Seconda classificata al concorso “Who is on Next? 2011”, organizzato da Vogue Italia, in collaborazione con AltaRoma, è molto piaciuta durante le sfilate romane di luglio per le sue mirabolanti e coloratissime creazioni, espressione della più pura joie de vivre e di una femminilità potente grazie agli audaci cromatismi e ai mixage inediti di tessuti e stampe fantasia.

Stella Jean è una giovane stilista italo-haitiana i cui abiti rispecchiano la sua doppia identità, in parte Europea ed in parte Creola. La cultura Creola è l’unione di due civiltà, l’Africana e l’Europea, che opponendosi si fondono creandone una terza, la Creola. Quando gli elementi costitutivi di una o l’altra sono talmente sedimentati da impedirne l’amalgama, questi si sovrappongono creando un potente sincretismo, che per sua natura evoca un “trompe l’œil” ricco di emozioni.


“Still a Goddess” è il nome della sua collezione invernale, completamente dedicata alla sua Haiti, che richiama l’essenza, la spiritualità e le gestualità delle donne che hanno contribuito alla liberazione di questa terra martoriata.  Haiti, 1804, prima Repubblica nera al mondo, prima colonia di schiavi deportati ad avere ottenuto l’indipendenza.

Un popolo fiero che ha sconfitto le truppe Napoleoniche tanto che proprio il rosso e il blu colorano la bandiera della vittoria con la scritta “Liberté ou la Mort”. “Still a Goddess” racconta la storia di queste schiave finalmente libere. Ed è tramite la loro fierezza, con passo sicuro e sguardo altero, che si innalzano allo stato di divinità femminili.

Metaforicamente entrano nelle proprietà abbandonate dai ricchi coloni usurpatori in fuga, indossano le loro camicie ed i loro sontuosi gioielli; smeraldi, rubini e diamanti, sfoggiati al collo, quali trofei tangibili di una guerra mai finita. Da qui una collezione fatta di camicie a righe dal sapore sudamericano indossate con nonchalance con gonne longuette fascianti o ampissime, soleil, lunghe fino a terra. Le stampe sono davvero fantastiche, così fresche e vivaci da sembrare estive e i copricapi esibiti in passerella, e poi riproposti a Milano in limited edition durante la Vogue Fashion’s Night Out, sono andati a ruba!

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