Thylane, baby-model e fashion victim

di Sandra Rondini Commenta


Thylane Loubry Blondeau è bella, bionda, magra, con un paio di occhi azzurri color del cielo. Fa la modella e ha conquistato la copertina di Vogue. Fin qui nulla di eccezionale, tranne che Thylane ha solo dieci anni e la cover, per il momento, è quella di Vogue Enfants.

Thylane, bambina-modella è la versione modaiola delle reginette di “Little Miss Sunshine”, il famoso film che vinse due Oscar qualche anno fa, ve lo ricordate? Era incentrato sul mondo, davvero squallido, dei concorsi di bellezza per bambine truccate e vestite come delle adulte.

Facevano talmente impressione nella loro somiglianza con le Miss ventenni da sembrare quasi delle loro riproduzioni in scala. Nulla nel loro volto, seppellito da pesanti strati di make up, faceva intravedere in loro delle bambine. Solo tristi storie di infanzie negate, svendute per un po’ di soldi ed effimera popolarità.

Colpevoli di questo mercimonio i soliti genitori dalle ambizioni frustrate o dall’ego gigantesco. Nel caso di Thylane, che posa ammiccante come una consumata modella, usando codici corporei che non possono e non devono appartenere alla sua età, si chiamano Patrick Blondeau, allenatore di calcio e Véronika Loubry, opinionista per la televisione francese di programmi legati al mondo del gossip e delle celebrities e che ha appena disegnato, caso strano, una linea di abbigliamento dedicata a madri e figlie, tanto per confondere ancora di più i ruoli.

In Francia la polemica è esplosa subito dopo la pubblicazione dello shooting su Vogue, anche se è da tempo che si dibatte sull’utiizzo di baby-model sia come strumento per lanciare le linee junior delle maggiori griffe, che sulle pose in cui vengono ritratti.

C’è un’immagine di Thylane i cui lunghi capelli biondi sono posizionati davanti al petto, come una novella Eva, a suggerire di star coprendo pudica un topless che però non c’è. Thylane è consapevole del significato di quell’immagne? Se non lo è, è una vittima utilizzata per biechi scopi di marketing, se invece lo sa è vittima doppiamente perchè la sua innocenza è persa per sempre.

Perchè i magazine non scelgono pose più delicate? Il mondo dell’infanzia è così onirico e colorato che qualsiasi buon fotografo dotato di immaginazione fantastica saprebbe come ritrarre al meglio una baby-model.

Gli basterebbe attingere ai suoi ricordi di quand’era piccolo, ai suoi sogni di allora per non scattare immagini di questo tipo che rischiano di alimentare le perversioni di adulti malati oltre che far calare il “The end” sull’infanzia di una bambina. Quale beneficio di immagine ne ricavino poi le griffe francamente non è dato saperlo.


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