Dolce e Gabbana sotto processo per evasione fiscale

di Sandra Rondini Commenta

Dichiarazione infedele dei redditi e omessa dichiarazione: questa l’accusa di cui il prossimo 3 dicembre 2012 dovranno rispondere gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana davanti al giudice del Tribunale di Milano Antonella Brambilla.

Ai due designer viene contestata una presunta maxi evasione fiscale di ben un miliardo di euro e, precisamente, di 420 milioni di euro a testa, a cui si devono sommare, sempre secondo l’accusa, oltre 200 milioni di euro di imponibile evaso e riferibile alla società lussemburghese Gado. La contesa è iniziata qualche anno fa, quando la Procura di Milano aveva accusato i due designer di aver trasferito all’estero i marchi della loro griffe per incassare le royalties senza così dover pagare le tasse in Italia, ma in Lussemburgo, con notevoli benefit.

La Procura di Milano, infatti, sosteneva che i due avrebbero costituito una società in Lussemburgo per non pagare le tasse in Italia sullo sfruttamento dei loro marchi. Accuse molto gravi che i due designer hanno sempre rigettato al mittente, dichiarandosi del tutto estranei alla vicenda. Le vicissitudini processuali sono state altalenanti. Nell’aprile dello scorso anno Dolce e Gabbana erano stati prosciolti dall’accusa di truffa ai danni dello Stato e dichiarazione infedele dei redditi. Il gup milanese Simone Luerti li aveva prosciolti da entrambe le contestazioni, perché nelle sue motivazioni aveva sostenuto che “il fatto non sussiste”.

La Cassazione in seguito aveva confermato l’assoluzione per il reato di truffa, annullando però il proscioglimento dalle accuse per i reati fiscali che restano, quindi, ancora in piedi. I pm Laura Pedio e Gaetano Ruta hanno così riformulato l’imputazione con i reati di dichiarazione infedele dei redditi e omessa. Ed è su questo capo d’accusa che verte il nuovo processo che si celebrerà a dicembre e che promette di sollevare una tempesta mediatica su una delle griffe più prestigiose del Made in Italy nel mondo.

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