Sartoria Sanvittore: Le detenute del carcere sono sarte e vendono abiti

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Dal carcere di San Vittore e di Bollate di Milano, l’evasione mentale dalla prigione prende forma nel progetto della cooperativa Alice che grazie al coinvolgimento di 20 detenute ed ex detenute ha aperto il suo primo punto vendita in via Terraggio 28 a Milano (chiuso solo il Lunedì).

Sartoria Sanvittore, questo il nome esplicito di chi ha la forza di impegnarsi in un percorso riabilitativo attraverso la moda. E la moda prende forma in una collezione dal nome altrettanto esplicito: Evadere dal carcere.

Luisa Della Morte, membro del consiglio d’amministrazione ha spiegato:

L’obiettivo della cooperativa è quello di avere clienti che si affezionano ai nostri abiti non perché sono prodotti in carcere, ma perché sono fatti bene, belli e di qualità.

Riguardo al negozio di via Terraggio 28 ha commentato:

L’abbiamo pensato come un’antica ‘boite’ dove i clienti possano essere seguiti e scegliere in pieno relax. E in futuro diventerà anche un punto di dialogo e un luogo per iniziative culturali

Sono 3 le sartorie che collaborano tra di loro, una nel carcere di sanvittore, una in quella di bollate e una esterna che funge da supporto. Sono state aperte grazie ai finanziamenti della Fondazione Cariplo. Al taglio del nastro era presente anche l’assessore regionale alla Moda e Attività Produttive Giovanni Terzi che ha dichiarato:

La moda può essere anche terreno fertile per iniziative sociali

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