150 anni d’Italia: gli abiti fosforescenti di Roberto Capucci in mostra per Copyright Italia

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Dopo i successi di “Roberto Capucci: lo stupore della forma”, a Varese, e dopo la ricca retrospettiva veneziana della casa atelier palazzo Fortuny, Roberto Capucci torna a rispondere alla celebre domanda  lanciata dal Times di oltre 50 anni fa , “Why luminescence in fashion?” e riproposta in occasione della mostra romana “Copyright Italia. Brevetti, marchi, prodotti 1948-1970”: sarà dal 25 marzo al 3 luglio 2011 all’Archivio Centrale dello Stato.

Come a dire: quando la moda si fa arte e l’alta tradizione della sartorialità made in Italy si mette in mostra. Un altro bell’esempio, ancora una volta in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

La primavera è finalmente arrivata e con lei anche il carico di novità dal mondo del fashion. Oltre ad essere finalmente giunto il momento di aprire gli armadi e sfoggiare i primi pezzi delle collezioni primavera estate 2011, è bene dire che “questa bella stagione” sarà contraddistinta da una serie di eventi dedicati alle celebrazioni per i 50 anni dell’Unita’ d’Italia.

Una di queste si apre il 24 marzo a Roma, all’interno delle sale dell’Archivio Centrale dello – Piazzale degli Archivi 27. Il titolo? “Copyright Italia. Marchi, brevetti, prodotti dal 1948 ad oggi”: si tratta di una rassegna sugli anni della ricostruzione e dello sviluppo scientifico italiano attraverso le storie di uomini e di imprese.
Fra i brevetti esposti potremo ammirare diversi modelli e storie, come quelle sugli scarponi da montagna Dolomite e – udite udite – anche quattro abiti fosforescenti del 1965 realizzati dal grande Roberto Capucci.

La mostra “Copyright Italia. Brevetti, marchi, prodotti 1948-1970”

E’ un’iniziativa promossa in merito alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia che è stata promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione Generale per gli Archivi e dall’Archivio Centrale dello Stato in collaborazione con l’Università Bocconi e l’ISTAT. Sono loro ad aver detto:

“L’arco di tempo fra il 1948 e il 1970 costituisce un periodo ricco di avvenimenti importanti, che hanno segnato lo sviluppo della nostra identità nazionale e lo sviluppo sociale del nostro Paese. La mostra illustra la creatività e le innovazioni nate dalla ricerca, dall’intuito e dalla capacità imprenditoriale dei singoli e delle istituzioni, racconta quello che a breve sarebbe diventato il made in Italy, accogliendo 14 oggetti che simboleggiano ambiti di innovazione specificatamente italiani”.

Fra di queste, anche Roberto Capucci (stilista classe 1930) ha voluto dare il suo personalissimo contributo partecipando con – come ha lui stesso dichiarato –

“due particolarissime creazioni che generano uno speciale effetto visivo reso attraverso un materiale semplice e inusuale, le perline in plastica fosforescente dei rosari – aggiungendo – assistetti casualmente ad una processione notturna che mi suggerì l’idea”.

Nascono così…

4 abiti di Roberto Capucci per i 150 anni d’Italia

Ovvero di un gruppo di quattro modelli provenienti all’Archivio della Fondazione Roberto Capucci che sono stati scelti per la loro unicità dell’idea creativa, per l’originalità, per la carica innovativa. A dire il vero, da questa selezione mancano altri due pezzi che attualmente si trovano a Philadelphia, esposti nell’ambito della mostra antologica “Roberto Capucci: Art into Fashion”, organizzata presso il Philadelphia Museum of Art dal 16 marzo al 5 giugno 2011.

Ad ogni modo, le quattro creazioni vennero realizzate nel 1965 e furono presentate per la prima volta a Parigi nell’atelier di Rue Cambon. Si racconta che

“approfittando degli scioperi dell’energia elettrica che affliggevano la città, Capucci ideò un geniale coup d’effet, le luci nel salone della presentazione vennero spente improvvisamente e gli abiti uscirono in passerella al buio, suscitando grande interesse e curiosità. L’evento fu riportato dalla stampa di tutto il mondo e la rivista LIFE gli dedicò una copertina dal titolo “Why luminescence in fashion?”.

Quando si dice avere un “lampo di genio” …

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