Franca Sozzani celebra la sobrietà e attacca le fashion blogger

di Redazione Commenta

Franca Sozzani, direttore dal lontano 1988 di Vogue Italia, ritorna alla carica e, come uno scoglio pretende di arginare il mare, così pensa di potersi opporre al dilagare dei fashion blogger, screditandoli. L’accusa questa volta è molto semplice: istigazione a delinquere (in senso fashionista, of course).

Pur di farsi fotografare dai blogger alle sfilate e finire nelle loro gallery di personaggi e tendenze, c’è fior di gente nel parterre delle sfilate che è disposta a tutto, persino a mettersi in ridicolo, travestendosi, a suo dire, con discutibili mise, fin troppo elaborate e teatrali per pensare che non siano state costruite a tavolino con l’unico intento di apparire. Dove non importa. Il web vale molto più dei famigerati quindici minuti di gloria di Andy Warhol. È la consacrazione di cui sono disperatamente alla ricerca. Quasi una conferma, seppur virtuale, perché avviene sul web, della loro esistenza, quella sì, reale.


Se è vero che molti stravaganti ‘personaggi’ popolano le fashion week di tutto il mondo, lo stesso può dirsi di tante redazioni dove questo ritorno a una sobrietà di modi e costumi, tanto celebrata da Franca Sozzani in un post su internet sulle sfilate milanesi, proprio non si riesce ad intravedere.

Senza fare nomi, anche importanti, come quello di una idolatrata signora della moda che scrive da decenni per Vogue Italia, i cui outfit da sempre possono definirsi come minimo iperbolici, e quello di un famoso caporedattore di Vogue USA che adora portare sandali e borse da donna, non possiamo non notare come a loro, a quanto pare, sia concesso “travestirsi” senza subire la Santa Inquisizione di Franca Sozzani. Perchè questo loro look sopra le righe non è studiato per farsi fotografare, ma è espressione della loro personalità, nonché consacrazione del loro status.

Supposto che anche i ‘comuni mortali’ possano eccedere, scivolando nell’overdressing proprio per esprimere la loro personalità, chi è che decide quando è too much? Chi sarebbe questo grande Arbiter elegantiae? Chi può assurgere a questo status? Solo chi si illude di poter manipolare la moda, di decidere ieri che il lusso e il dècor spinto allo spasimo erano imperativi e fingere oggi che solo il minimal è chic.

Facile affermarlo adesso, con il senno di poi, con la crisi che strozza l’economia e che impone una austerithy di nome e di fatto. Più decoroso e importante sarebbe stato farlo prima. Infine, non è un po’ retrò pensare che il rigore e la compostezza debbano fare pendant con la crisi? L’unico dress code possibile è diventare tutti ‘grigi’ per conformarci al ‘cielo plumbeo’ attorno a noi? Non è meglio rispondere al buio con la luce?

Questo fa un fashion blogger che rifiuta ogni dress code nella vita e, soprattutto, in una sfilata dove spera sempre di incontrare persone originali che non hanno bisogno di maestri lungo la via per vivere la propria vita. Per Franca Sozzani saranno solo baracconi e casi umani, per un blogger sono, invece, uno spettacolo un po’ felliniano a cui assistere con grande piacere, sempre ben consapevoli di quello che si sta guardando.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>