Moda e capi nell’armadio, ogni quanto lavarli 

di Fabiana Commenta

 

Arrivano direttamente dal Daily Mail le indicazioni su come e ogni quanto lavare i capi d’abbigliamento: a scatenare qualche dubbio sono state le parole di Victoria Beckham (che di recente ha confessato di non lavare quasi mai i suoi jeans), ma soprattutto di Stella McCartney, figlia dell’ex Beatles, Sir Paul, e animalista convinta che ha rivelato di non essere una grande sostenitrice del lavaggio quotidiano, neppure della biancheria intima. 

A sfatare i dubbi arrivano le dritte del Daily Mail in base anche a una serie di esigenze di pulizia e di igiene passando dai completi alle calze ai pigiami. 

Mutande (tutti i giorni)

Gli esperti sono certi che gli slip vadano cambiati e lavati tutti i giorni a una temperatura minima di 40°: tutto per la vicinanza alla zona inguinale, dove spopola lo Staphylococcus aureus. 

Reggiseno (ogni giorno oppure ogni tre)

Un lavaggio in lavatrice a 40° dovrebbe essere sufficiente, ma in questo caso gli esperti hanno idee diverse: secondo Katie Laird della De Montfort University è necessario cambiare e lavare il reggiseno tutti i giorni a causa delle presenza ghiandole sudoripare nella zona delle ascelle mentre la Lisa Ackerley asserisce che non possibile cambiare il reggiseno anche ogni tre giorni anche in base al meteo e al sudore. 

Jeans (praticamente mai)

Qui tutti concordano: secondo il CEO e Presidente della Levi’s, Chip Bergh, i jeans non andrebbero mai lavati. Secondo altri però il denim andrebbe lavato in acqua fredda e aceto bianco, per rimuovere le macchie e deodorare il tessuto e poi lasciarlo nel freezer durante la notte, per uccidere i batteri. Ma in questo modo il tessuto verrebbe danneggiato: meglio allora lavare i jeans ogni due volte che vengono indossati. 

I completi (ogni due o tre utilizzi) e la camicia (a ogni uso)

Secondo Stella McCartney, gli abiti fatti su misura non vanno lavati: è sufficiente lasciar seccare lo sporco e poi spazzolarlo via. Il realtà i completi vanno lavati a secco ogni due o tre volte che si sono indossati. Le camicie vanno invece lavate dopo ogni utilizzo, a 40°. 

Le calze (tutti i giorni)

Cambiare calze e calzini quotidianamente è necessario per evitare la proliferazione dei batteri; bene lavarli a 60° per uccidere bene tutti i germi.

L’abbigliamento da palestra (ogni volta che si indossa)

Gli indumenti della palestra possono avere un sgradevole dato che il sudore resta intrappolato nel tessuto tecnico. Gli esperti consigliano allora di lasciar asciugare i capi della palestra per agevolare il lavaggio, meglio a freddo per non danneggiare l’elasticità della lycra, e poi immergerli nell’aceto bianco per eliminare le macchie di sudore. 

Pigiama (due volte a settimana)

Meglio sostituirlo almeno ogni tre giorni e quotidianamente se si soffre di vampate o si suda molto. 

Cashmere (ogni sei utilizzi)

Il cashmere va lavato a mano e in acqua tiepida dopo sei volte che lo si è indossato non solo per rimuovere l’odore del corpo, ma anche per tenerlo pulito e impedire così alle tarme di attaccarlo. Gli altri indumenti in lana, meno pregiati e delicati possono essere lavati a mano a 30°. 

Seta (ogni tre o quattro utilizzi)

La seta è delicatissima e ogni lavaggio rischia di rovinarlo, facendo restringere il capo o stingendo il colore. Meglio lavare la seta il meno possibile a meno che non  emani cattivo odore e non ci siano macchie. Da evitare anche il lavaggio a secco, decisamente troppo aggressivo. 

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