In mostra a Berlino le creazioni di giovani designer bresciani

di Lorena Scopelliti Commenta

Sono dodici i talenti tutti italiani, e in particolare bresciani, che avranno la possibilità di esporre le proprie creazioni presso la Frankfurter Allee al Sanatorium 23 , uno dei locali più trendy di Berlino: il via della mostra è previsto per il 4 novembre, e i giovani designer potranno vedere in mostra un’esclusiva collezione di moda composta da tredici look e nove innovativi progetti di design. E’ quanto emerso il 31 ottobre durante la conferenza stampa tenutasi  presso la sede di MachinaImpresa, in via Pavoni a Brescia.

La collezione porta il nome di What’s e annovera prototipi dai nomi bizzarri quali Bloom, E-Motion, Gio-coso, Spruzz: il progetto è patrocinato dalla Camera di Commercio e dal Comune di Brescia e la sua realizzazione è resa possibile anche grazie alla collaborazione delle aziende bresciane ArtigianaLegno Snc e Hotech Design.

La collezione di moda primavera-estate 2012 What’s reca la fima delle due stiliste Lucia Sandrini e Maria Marini. L’impronta è prettamente moderna e d’avanguardia e si rivolge a un pubblico femminile sempre al passo con la moda e le sue evoluzioni: la matrice della collezione è la trasformazione delle forme geometriche in capi da indossare. Ciò è stato possibile grazie all’utilizzo di materiali come seta e jersey, fluidi e mutevoli, che danno vita a un’osmosi tra pezzi strutturati e linee più fluide.

Gaspare Buzzatti e Giovanni Tomasini sono invece due giovani ideatori di design, innovativi e originali. Il primo gioca con Berlin creando souvenir/gioiello a partire dalle  mappe topografiche di città europee. Baldac abbraccia Platone e le leggi della geometria trasformando il concetto del dodecaedro in oggetti da insossare come pendenti, spille e bracciali.

Tomasini riesce a coniugare il concetto di design industriale ad un’ estetica ironica: Bloom si ispira agli elementi della natura che sbocciano e si dischiudono, è un termoarredo che sfida la piatta condizione della bidimensionalità. Mino, realizzato in compost organico, è la geniale  e irriverente interpretazione del nano da giardino: anziché rimanere statico e inerte arriva a morire con onore dopo una sola stagione, sacrificando la propria esistenza per nutrire il verde che lo circonda.

Una mostra da gustare e ammirare, che ci farà sorridere, riflettere e, soprattutto, sperare: talenti tutti italiani e bresciani che, in un’epoca di crisi e incertezza come la nostra, ci regalano uno spiraglio di gioia grazie alla passione e alla creatività che traspare da ogni creazione e dettaglio.

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