Paris Fashion Week 2012: la donna-guerriera di Vivienne Westwood

di Sandra Rondini Commenta


A cominciare dalla sposa, così poco ‘aggraziata’ nel senso normale (o banale?) del termine, capisci che è lei, Vivienne Westwood, la monellaccia della moda, lo spirito indomito che ha fatto la rivoluzione del punk e che ogni giorno della sua vita continua a essere l’ultima barricadera, a dettare ancora le regole del gioco della trasgressione (ma l’unica sposa indossabile l’ha fatta, marchettamente, per il film “Sex and The City”? mah…).

Eclettica, sognante, idealista. Di Vivienne amiamo il fatto di aver visto una rivoluzione sgretolarsi, calpestata dallo spirito borghese che tutto anestetizza e fa proprio, creando cloni meno innocui dell’originale (non è stato così anche per il rock’n’roll, per il grunge, per l’hip hop?). Vivienne Westwood non si è mai piegata a nulla e in questo risiede non solo il segreto della giovinezza della sua anima e della sua arte, ma anche la capacità di capire questo tempo pazzo che viviamo e dargli un volto. Secondo l’ultima collezione autunno/inverno 2012-2013, presentata con successo alla Paris Fashion Week, sono tornate le volumetrie degli anni Ottanta, gli anni di panna.


Gli anni dell’incoscienza e della sregolatezza, eppure siamo ben consci tutti noi di vivere in tempi plumbei in cui la crisi tinge dei suoi colori tutto ciò che tocca, come un Re Mida al contrario… ma la donna Westwood è tutt’altro che un’iconica bellezza, anzi è ina vera guerriera. Che si agiti in tartan o lunghi abiti con drappeggi aerodinamici, è una donna forte e pronta alla lotta. Indipendente, coraggiosa, lei non aspetta nessun eroe. È lei il suo eroe.

Non è una donna sola, ma solo una creatura consapevole che toccherà a lei guidare l’ultima battaglia. Che meraviglia simbolica quelle sue spalline anni Ottanta così aguzze e imponenti! Non è un caso che si siano viste parecchio durante questa settimana della moda pronta parigina. Speriamo solo che prima di vederle indossate, perché trendy (!) da mediocri fashion victim, le indossino donne con grinta e personalità da vendere. Perché questo è il loro vero significato: altro che un revival degli anni Ottanta. È un invito ad armarsi e partire, ognuna con il proprio talento. Quante di voi raccoglieranno la sfida?

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