Ebay lotta contro la contraffazione nella moda con una serie di borse

di Redazione Commenta

Si dice che “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire“, così per la terza volta, il Council of Fashion Designers of America (CFDA) ed eBay sono costretti ad allearsi e a scendere in campo insieme per “You can’t fake fashion”, campagna social contro la contraffazione.

Il primo soggetto in campo è un’associazione di categoria, senza scopo di lucro, di cui fanno parte 350 stilisti statunitensi. Fondato nel 1962, dal 2009 ne è presidente Diane von Fürstenberg e si occupa di promuovere il design della moda come parte della cultura e dell’arte americana, organizzando eventi annuali fra cui il “CFDA Fashion Awards”, con cui vengono premiate le personalità che si sono distinte nel campo della moda. Il secondo è la casa d’asta online più famosa della storia, avendo in pratica inaugurato l’epoca dello shopping online. Insieme intendono darsi da fare seriamente per difendere diritti di royalties e copyright di idee di prodotti originali nel settore della moda, lottando contro la contraffazione.

Già 90 stilisti, tra cui Tommy Hilfiger, Ralph Lauren, Derek Lam e Carolina Herrera, hanno aderito alla campagna personalizzando una shopping bag unica nel suo genere che diventa così il simbolo di cosa significhi l’originalità nel mondo della moda. Tutte le borse dei designer sono all’asta su eBay a partire da un prezzo di 100 dollari e sarà, inoltre, possibile acquistare subito, e senza partecipare ad alcuna asta, la borsa creata ad hoc per la campagna con il logo “You can’t fake fashion” in vendita al prezzo di 50 dollari e con spese di spedizione gratuite in tutto il mondo.

L’intento è permettere ai fashionisti di possedere una borsa griffata dai più famosi designer americani che nessun altro al mondo possiede. Questa è la vera originalità. Non una produzione di massa, ma una borsa che, mentre la si indossa perchè bella, aiuta anche a lanciare un preciso messaggio politico ed economico. Naturalmente, bisogna al contempo ammettere che si tratta un po’ di “un gatto che si morde la coda” perché, fin tanto che gli stilisti continueranno a lanciare sul mercato borse che la gente percepisce come status symbol, chi non se le può permettere, ma vuole ugualmente non solo sentirsi fashion, ma, soprattutto, di questi tempi, non far capire agli altri quanto si sia abbassato il suo tenore di vita, continuerà ad acquistarle.

In fondo, il primo passo, al di là di queste campagne, spetta sempre alla gente che deve smettere di essere fashion victim, per diventare fashion maker. Se gli stilisti propongono a prezzi francamente assurdi una borsa che non li vale affatto né per design né per qualità, perché comprarla, anche falsa? Si è più eleganti senza che con indosso un pessimo prodotto e le borse davvero degne di essere ricordate in questi ultimi anni sono davvero pochine, le altre lasciano il tempo che trovano. Quindi, perché alimentare il giro d’affari della malavita, diffondere il cattivo gusto e penalizzare famiglie di artigiani e negozianti che vivono grazie alla vendita di questi accessori? I falsi non fanno bene a nessuno, nemmeno a chi li indossa perché se una persona ha bisogno di una borsa per alimentare la propria autostima, forse ha davvero bisogno di aiuto.

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