Green in Fashion, la amano gli americani, meno gli europei

di Paola Perfetti Commenta

Tempo di inizio anno, conferme e soprattutto novità, anche dal mondo della moda e in particolar modo da quella ecosostenibile. In molti sappiamo che esiste un mood evocativamente intoitolato “Green in Fashion” ma in pochi conoscono la ricerca condotta dall’Università Internazionale di Monaco (IUM). L’analisi ha dimostrato che il “green fashion”, cioè la moda più attenta all’ambiente, sarebbe più gettonata e seguita dai fashionisti americani piuttosto che tra quelli europei. Il motivo? Il modo letteralmente opposto che le due culture hanno di considerare i consumatori della “moda verde”. Capiamoci insieme qualcosina in più!Pare infatti che gli americani considerano i fashionisti attenti al Green Fashion “giovani, trendy, emancipati e sofisticati”, mentre la visione in Europa di quegli stessi consumatori è totalmente ribaltata, quasi un po’ “loser”. A questo riguardo, e per portare a termine il loro lavoro, le ricercatrici Marie-Cécile Cervellon, Sandrine Ricard e Helena Hjerth hanno dovuto misurare l’interesse dei consumatori verso l’ecomoda e per farlo, hanno preparato e consegnato un questionario in cui si chiedeva di esprimere la propria motivazione verso l’acquisto di prodotti green e il proprio giudizio su chi solitamente li aggiunge al proprio carrello di acquisti. Il risultato? Chiarissimo!

I consumatori europei sono di certo al corrente di tutte le problematiche collegate all’importanza di effettuare acquisti di un certo tipo, ad essere attenti all’ ambiente; così come conoscono l’impatto di alcuni materiali sulla salute o sulle questioni tipicamente etiche ciononostante, sebbene molti italiani abbiano imparato a scegliere alimenti biologici, sono ancora poco interessati a fare altrettanto sul fronte della moda.

“E’ necessario informarli meglio sulla natura dell’ecomoda e, nel frattempo, continuare a rendere glamour sia la comunicazione che gli stessi prodotti”,

ha commentato Sandrine Ricard, che è anche vicepresidente dell’IUM oltre che membro del team di ricercatori. E gli americani? Gli americani sarebbero più interessati al green fashion anche grazie alla mossa dei produttori di puntare su una celebrità al momento di lanciare un ecobrand sul mercato, come è accaduto per il marchio Edun reclamizzato da Bono degli U2 e da sua moglie. I fashionisti d’Oltreoceano, poi, associano la “moda verde” a donne sulla ventina, semplici ma sexy, che indossano scarpe, accessori e vestiti alla moda da in versione ecologista al contrario degli europei per i quali questo greens style è visto come antiquato e lo associano a donne di mezz’età, abbastanza agiate ma semplici, sicuramente poco sofisticate.

Queste associazioni nascono dalla constatazione che i prodotti ecocompatibili sono più costosi e per questo pensati come più adatti a persone di un certo status sociale: al contrario, la ricerca ha evinto che la maggior parte degli intervistati, in realtà, non ha chiaro il concetto di “green fashion”, non ha avuto abbastanza informazioni sulle norme che ne regolano la produzione o sui materiali o non ne conosce il significato esatto. Ed ecco cosa concludono le ricercatrici dell’IUM: “in Europa è sulle nuove generazioni che occorre far leva per diffondere l’ecomoda. Sono i giovani che creano le tendenze, il green diventerà davvero un’opzione valida solo se qualcuno con una forte influenza sugli stili di vita deciderà che è la scelta più giusta ma, soprattutto, quella  più in voga”*. Insomma, speriamo che il 2011 ci porti anche una maggiore consapevolezza per il bene nostro e per quello delle generazioni che ci seguiranno.

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