Mark Zuckerberg sfida il dress code di Wall Street in felpa e jeans

di Sandra Rondini Commenta

Facebook sbarca in borsa e lo fa con uno stile che definire casual è dire poco. Forse in eleganti completi gessati ci va chi rappresenta marchi di lusso oppure i dandy nell’anima che vedono l’ingresso nella borsa di Wall Street come il coronamento del loro ambizioso sogno di successo. Mark Zuckerberg, l’inventore di Facebook, un ragazzo che, a dire il vero, non sta propriamente simpatico a molta gente dato il ritratto spietato che esce di lui dal film “Social Network”, si è presentato in jeans e felpa nel tempio della finanza mondiale. E si è acceso il dibattito: ha fatto bene a vestirsi come un giovane CEO di una azienda giovane per eccellenza o la sua è solo una totale mancanza di rispetto verso tutti gli altri operatori?

Ve lo immaginate Gordon Gekko in tenuta casual a Wall Street? Certo che no! Perderebbe molto del suo fascino e a Wall Street sembrerebbe uno che ha appena perso una valanga di soldi, quasi un reduce del ’29. Ci sono luoghi dove anche i tuoi vestiti devono ‘odorare’ di soldi per attirarne altri come fossero una calamita. L’abito fa il monaco a Wall Street, da sempre. Per questo l’arrivo disarmante di questo ragazzo, che tanto ingenuo non è, vestito con un’anonima felpa, ha lasciato perplessi tutti gli astanti.

A nostro parere il ventisettenne amministratore delegato del social network più frequentato del mondo si è montato la testa fino a sfidare un dress code ultra centenario, è come se si sentisse in diritto di poter fare tutto perché è multimilionario. Magari si sarà sentito quasi un rivoluzionario che sfida i vecchi leoni della finanza tacciandoli di vecchiume con i loro capelli impomatati, i loro volti tirati, i loro completi sartoriali e i loro innumerevoli e costosissimi status symbol. Cosa ha spinto Mark Zuckerberg a vestirsi così? L’arroganza del parvenu mixata a una sciatteria tipica dei nerd della sua età o, forse, solo l’immaturità nel giocare al grande guru della finanza senza indossarne la divisa, e la pellaccia dura, dei veri “squali” di Wall Street.

Probabilmente Zuckerberg veste così da anni, altra dimostrazione che il buongusto e l’educazione verso le persone e i luoghi che ci ospitano non si possono comprare. La sciatteria nell’abbigliamento non denota libertà, non significa contestazione, né essere young e rappresentare una new economy: significa solo essere dei cafoni. Atteggiamento, tra l’altro, alquanto controproducente se si considera che vestendosi così Zuckerberg lascia intendere quasi che non gli importi molto di incontrare i grandi azionisti di cui però ha un gran bisogno perché sta cercando di convogliare risorse altrui nella sua azienda, e dovrebbe mostrare più rispetto per chi mette mano al portafogli.

Vestirsi così, secondo gli azionisti e analisti finanziari, è come dichiarare apertamente di essere solo un ragazzo non in grado di guidare una grande azienda. Magari lo è, ma voi mettereste i vostri soldi in mano a un tizio che entra per la prima volta a Wal Street, coronando così tutte le sue ambizioni senza freni, vestendosi con jeans e felpa? Vero è che Sergio Marchionne, ad della FIAT, adora i golf di cachemire, prefribilmente neri o blumarine, perchè è sempre una persona seria anche se  di cravatte non ne vuole proprio sentire parlare e il rimpianto Steve Jobs vestiva sempre in dolcevita nero, jeans e sneaker e nessun investitore in ambo i casi ha mai avuto niente da ridire. Forse perché avevano un stile ben preciso che, infatti, è piuttosto copiato nel mondo degli affari, ma che stile è un jeans e una felpa? Dai completi di Gordon Gekko siamo passati al cachemire di Marchionne e adesso al cotone di Mark Zuckerberg? È proprio vero che l’economia è in crisi…

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