Milano Fashion Week 2012: la donna militare e rigorosa di Max Mara

di Lorena Scopelliti Commenta

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La miglior difesa è l’attacco: sembra sia questo il messaggio lanciato dalla passerella di Max Mara per l’autunno/inverno 2012-2013. Siamo sommersi da previsioni catastrofistiche sull’ambiente e sull’economia mondiale: cosa fare, dunque? Arrendersi, gettare la spugna e aspettare che arrivi il peggio? Neanche per sogno: Max Mara, per la prossima stagione fredda, vuole che le donne si alzino fiere, si vestano da guerriere e combattino!

Qualcuno ha detto e scritto che su questa passerella si è visto qualcosa di ripetitivo. Noi non lo crediamo affatto: Max Mara ha un’anima ben precisa e inconfondibile, che lega saldamente linearità ed eleganza, e la sfilata di ieri ha solo confermato questo spirito.

Il cappotto, simbolo glamour e mirabile della maison italiana, è il capo cult che domina la collezione: dark in verde oliva, militare o nero, chic in bianco e inimitabile nello storico color camel, si presenta in panno di lana e cashmere morbidissimo. Volumi ampi e lunghezze maxi: non c’è spazio per le mezze misure e i capospalla si fanno avvolgenti e totalizzanti, a volte con maxi tasche velvet inaspettate. I cappotti-divisa sono abbinati a baschetti da cadetto con visiera che rivelano visi truccati con la tecnica naked: volti scavati dallo sculpting e labbra nude e opache. Il minimalismo portato alle estreme conseguenze: so chic.

A volte la sorpresa in mezzo a tanto rigore sono le gambe completamente scoperte da shorts in tweed con tasche laterali; oppure gli scaldamuscoli color kaki con cinturini strategici portati con decolléte argentate a tacco alto e quadrato. O ancora i tubini iperfemminili e rassicuranti. Le borse seguono lo spirito di urgenza strutturale che esige ordine e pulizia nelle linee: bauletti da portare a tracolla o a mano attraverso i doppi manici, in stampa cocco e nuance ton sur ton con l’outfit, in pied de poule o tessuto.

E poi, improvvisamente, arriva il lato soft e chic dell’ispirazione militare nei pantaloni in jersey fluido che nella parte posteriore in basso formano un piccolo strascico, come se volessero imitare un abito. Se in tempo di guerra una donna non ha il tempo e la voglia di concedersi un vezzo come un vestito da gran sera, non è detto però che non possa dare battaglia conservando il proprio lato glamour!

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