La moda in Emilia non si ferma nemmeno con il terremoto

di Sandra Rondini Commenta

Che bella terra l’Emilia Romagna. Seppur martoriata dal terremoto, non molla mai ed essendo uno dei fashion district più importanti del made in Italy non vuole cedere il suo scettro e vuole combattere, seppur in condizioni estreme. Ci sono gli ordinativi da rispettare, come da Blumarine, distretto di Carpi, di cui si attende la collezione primavera-estate 2013 che dovrebbe essere negli store subito dopo i saldi. E il tempo stringe.

Le consegne verranno rispettate. Parola d’onore di Gianguido Tarabini, figlio di Anna Molinari e amministratore delegato dell’azienda Blumarine che è chiusa, con i controsoffitti crollati per il sisma. Tarabini non si è perso d’animo e ha acquistato tende e container e allestito un nuovo reparto confezioni nel parcheggio, sotto il sole a 30 gradi perché il caldo inizia a farsi sentire. In tutta questa operazione è sostenuto da tutti i suoi operai: oltre al terremoto che ha lesionato le oro abitazioni non vogliono rischiare di perdere anche il posto di lavoro. Per chi  vive nell’ansia di uno sciame sismico che sembra non voler finire mai, la certezza comunque di poter continuare a lavorare è un motivo in più per credere nel futuro, seppure la situazione sia davvero grave.

Carpi è uno dei più importanti distretti del tessile e della maglieria. Si lavora a pieno ritmo, e sempre in condizioni arrangiate, anche da Liu Jo, da Twin Set, Denny Rose, Gaudì, Champion. Questo è un comparto che supera il miliardo di euro all’anno di fatturato e il governo dovrebbe aiutarlo. Il terremoto fa paura, ma bisogna guardare avanti e ricominciare significa ricominciare subito per non perdere le commesse della collezione primavera-estate 2013. Molti giorni di lavoro sono andati persi, bisogna recuperare. Con il tessile in crisi, il terremoto non può essere il colpo di grazia a un sistema economico già in ginocchio per la crisi economica e per la concorrenza cinese. Bisogna produrre per vendere, esportare , rinascere.

C’è un orgoglio nel dna emiliano-romagnolo che nessun terremoto farà mai vacillare. Colonne portanti del Made in Italy nel mondo, come loro connazionali siamo fieri del loro coraggio e della loro determinazione. Lavorano in parcheggi allestiti alla meno peggio, eppure, ancora una volta, terremoto o no, dimostrano di essere una grande eccellenza oltre che un simbolo e un esempio per l’Italia intera. Qui non c’è tempo per piangersi addosso, la moda ha un calendario e scadenze micidiali e basta poco per distruggere reputazioni di ferro costruite con anni e anni di grandi sacrifici. Sarebbe un danno non solo per l’economia dell’Emilia Romagna, ma un vero terremoto economico e artistico per tutta l’Italia, stretta nella morsa della crisi.