Dopo il Museo a Firenze Gucci festeggia i suoi 90 anni raccontando la sua leggenda in un libro

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Dopo la faraonica inaugurazione del Museo Gucci avvenuta a settembre nello storico Palazzo della Mercanzia, in Piazza della Signoria, con ben 250 ospiti internazionali invitati prima a una visita esclusiva del museo e poi a una cena a Palazzo Vecchio nel Salone dei 500 dove c’è stato anche uno showcase di Blondie, l’artista icona degli anni Ottanta, adesso Gucci ritorna con un progetto meno faraonico come appeal d’impatto, ma di grande pregio, raffinatezza e glamour non appena si inizia a sfogliarlo, sognando attraverso immagini iconiche e ricche di suggestioni.

Naturalmente stiamo parlando di un libro e che libro! Se potete compratelo perché ne vale la pena o regalatelo a Natale a qualche vostro caro amico assolutamente fashionista: gli piacerà da morire, garantito! Sempre in occasione del suo 90° anniversario, Gucci prosegue, quindi, i suoi festeggiamenti con la pubblicazione di “Gucci: The making of”, curato dal Direttore Creativo di Gucci, Frida Giannini e scritto da Maria Luisa Frisa.

Affascinante libro-tributo a una maison che ha fatto la storia del design italiano e mondiale, autentica icona di stile e glamour in ogni angolo del pianeta. Diventata ormai sinonimo di lusso per antonomasia, la griffe fiorentina, nata come bottega artigiana di pelletteria, ha conosciuto in novanta anni un’ascesa inarrestabile che l’ha portata ai vertici del fashion system mondiale.


In ben 384 pagine patinate, Gucci ricostruisce la sua leggenda attraverso 52 saggi inediti (tra gli autori Katie Grand, Peter Arnell, Rula Jebreal e Christopher Breward ) e oltre 700 immagini, alcune delle quali assolutamente inedite sinora. Un archivio immenso messo a disposizione del mondo intero non per autopromuoversi né autocelebrarsi perché quando si arriva così in alto non si ha bisogno certo di pubblicità. E’ solo un amarcord su 90 anni vissuti sempre al massimo.

Se gli stranieri forse vi vedono un simbolo del lusso made in Italy, noi italiani ne ricordiamo ancora la dimensione artigianale e apprezziamo, quando compriamo un accessorio Gucci, le finiture di pregio e i dettagli deluxe. È questo per noi, o almeno per chi acquista un prodotto consapevolmente e non perchè ipnotizzato dal marketing o dalla voglia di ostentazione, a fare ancora la differenza ed è stata questa in principio la scintilla che ha messo in moto tutta la storia di Gucci, il suo vero motore, trasformandolo negli anni da bottega artigiana a impero della moda.

Il vero cuore di questa azienda resta sempre artigianale ed è questo ciò che ci piace tutt’oggi ricordare. Nel libro, oltre alle meravigliose foto con le dive (quelle vere, però, non le molte ‘shampiste’ di oggi…) che negli anni hanno vestito Gucci con allure ed eleganza, un’ampia sezione è dedicata ai simboli storici del marchio, i grandi cult e must have che tutte le donne del mondo hanno sognato, e tuttora sognano, di possedere, come le borse Bamboo e Jackie. Infine ricordiamo che la maison fiorentina, da sempre impegnata in progetti umanitari con l’UNICEF,  in occasione della pubblicazione dell’edizione di lusso, donerà 250.000 dollari a sostegno delle iniziative UNICEF “Schools for Africa”.

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