Istanbul fashion week, la moda è un affaire da donne

di Sandra Rondini Commenta

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Quando arriva settembre scattano in tutto il mondo le fashion week con le presentazioni delle collezioni della nuova stagione. Sui giornali e su internet si parla sempre di Milano, Londra, New York e Parigi e mai di altre città, come ad esempio Istanbul che è stata anche lei teatro di una interessante fashion week dal 7 al 10 settembre scorsi. Chissà, forse verrà un giorno in cui tutto questo cambierà e altre città diverranno le capitali della moda ma, nel frattempo, perché non dar loro comunque un’occhiata per scoprire i nuovi fermenti fashionisti che animano i nuovi Paesi che si aprono alla moda?

Istanbul, città affascinante, antica Costantinopoli, da sempre a cavallo tra Oriente e Occidente, ha visto sfilare, durante la sua quinta fashion week, tanti abiti preziosi, pensati per un Red Carpet importante e serate di gala. Le silhouette sono lunghe a sirena o corte con strascico, come quelle dello stilista Tuvanam. Un tocco arabeggiante che strizza l’occhio ai nuovi mercati ricchi.


Sono state molte le donne in calendario, segno anche questo di una sostanziale diversità con le altre fashion week: in Turchia la moda è un affaire di donne per le donne. Donne libere e indipendenti, come quelle immaginate dalla designer Mehtap Elaidi che, in un caleidoscopio di colori, ha creato abiti smart & easy, dalle linee svasate e con interessanti giochi di sovrapposizione di tessuti.

Stesso amore per la destrutturazione Nejla Guvenc con i suoi abiti in chiffon multicolor. Simay Bülbül, un’altra stilista, ha sfoderato preziosi total look, bianchi e neri ed eleganti long dress dove la pelle e le borchie, così strong, stemperano la loro aggressività mixandosi con tessuti delicati come il tulle e la seta.

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Bianco e nero, ma anche colori neutri da Lug von Siga, griffe della designer Gül Agis che si è fatta le ossa proprio in Italia da Costume National e che ha presentato la sua collezione nell’atmosfera antica e rarefatta di un bagno turco. Tra vapori e umidità, i corpi delle modelle sudati su cui gli abiti in seta e organza aderivano come una seconda pelle hanno incantato pubblico ed addetti ai lavori per la loro sensualità.

Come anche le diafane creature pensate da Özlem Kaya che si è ispirato a Rachel, la bella replicante del cult movie “Blade Runner” interpretata da Sean Young, per le sue silhouette anni Quaranta in nuance delicate e ipersofisticate. Atil Kutoglu, nome noto in campo internazionale, oltre a preziosi abiti da sera e da cocktail ha mandato in passerella anche interessanti proposte maschili, come Gamze Saraçoglu con il suo iconoclastico omaggio a Stanley Kubrick e al film “2001: Odissea nello spazio” con abitini futuristici dall’allure Sixty davvero deliziosi e visionari.

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