Paris Fashion Week 2012: l’allure folk di Valentino

di Sandra Rondini Commenta

Purtroppo bisogna rassegnarsi al fatto che tanto Made in Italy espone le sue bellezze lontano dalle fashion week nazionali, sia di haute couture a Roma che di pret à portér a Milano, dando lustro alle settimane della moda di altre città. Sono innumerevoli gli esempi di italiani che hanno deciso di ‘emigrare’ per trovare un palcoscenico per molte ragioni ritenuto, grazie alla sua innegabile potenza mediatica, consono e all’altezza della loro immagine. Parigi, evidentemente, per i nostri stilisti, val bene una messa, e tornare a sfilare in Italia equivarrebbe a una retrocessione.

Comunque noi continuiamo a sperare che qualche ‘figliol prodigo’ un giorno torni a contribuire alla fama internazionale del Made in Italy non da lontano, ma direttamente dal suo Paese. Soprattutto la griffe Valentino, da sempre e per sempre orgoglio e vanto dell’Italia nel mondo.


Dopo che il grande Valentino Garavani si è ritirato dalle scene, Roma gli ha barbaramente negato il giusto spazio museale che sarebbe stato non solo il coronamento di una vita di successi, ma il giusto omaggio e riconoscimento al talento di un geniale couturier che alla Città Eterna ha dato moltissimo. Parigi, invece, gli ha sempre dato tutto. Perchè per la Francia la moda è un vero business e, se da una parte non si fa mai sfuggire un grande talento, dall’altra, possedendo i maggiori poli del lusso (LVMH e PPR) sta facendo man bassa delle griffe italiane, acquistandole una dietro l’altra.

Così se ci fa piacere che i due talenti romani usciti dallo IED (Istituto Europeo di Design), Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, oggi eredi e direttori artistici della maison Valentino, continuino a riscuotere enorme consenso di pubblico e critica, un po’ dispiace che ciò avvenga oltre frontiera. Ma c’est la vie, forse in fondo ciò che conta è la collezione, come l’ultima, autunno/inverno 2012-2013 che ha sfilato con successo durante la Paris Fashion Week e che la maison ha dedicato, nel mood folk-chic, proprio all’artigianalità italiana, valore inestimabile da difendere a spada tratta perchè, nonostante un incessante lavoro di ricerca e sperimentazione, senza il valore aggiunto della tradizione non si va da nessuna parte.

Chiuri e Piccioli hanno, quindi, ideato una collezione profondamente italiana per eleganza, senso del colore e della misura, ispirata all’allure di indimenticabili fashion icon che hanno fatto la storia della moda grazie al loro stile unico. Donne come Maria Callas, Marella Agnelli e Patti Smith. Tutte reinterpretate in chiave poetica e cosmopolita, proponendo in passerella favolosi cappotti couture color cipria chiusi da sublimi alamari cinesi, splendide cappe da ussaro e abiti lunghi e sensuali sia total black che con stampe etniche molto affascinanti. Trionfo di nero, soprattutto pelle e, naturalmente, del leggendario rosso Valentino, usato anche per sensuali jumpsuit stile anni Settanta: tres chic!

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