L’ultimo applauso a Roberta di Camerino

di Paola Perfetti Commenta

Giuliana Coen Camerino, fondatrice del marchio Roberta di Camerino, uno dei brand italiani più famosi al mondo, è morta nella notte di lunedì e martedì, all’ospedale civico di Venezia, dopo essere stata colta da un malore mentre si trovava a bordo della sua barca.

Aveva la bella età di novant’anni.

I funerali oggi, e poi la tumulazione nel ghetto ebraico del Lido.

L’Italia deve dire addio a un’altra figura importante del made in Italy, che dal Dopoguerra ad oggi ha saputo diffondere il nome della moda, veneziana in particolare, in tutto il mondo, arrivando persino al cuore della Principessa Grace Kelly.

Il nome, quello di sua figlia, Roberta, mentre il logo, una cintura intrecciata a formare una lettera «r» maiuscola, sono divenuti negli anni un pezzo della storia dell’imprenditoria italiana.

Con lei se ne va la Signora dello stile trompe-l’œil, la creativa di accessori, abiti, cinte, foulard e soprattutto borse.

Eleganti, senza tempo, e sempre glam, delle borse Roberta di Camerino come non citare quelle in velluto a comparti verdi, rossi e blu, o ricamate in oro e a stemmi, oppure la famosissima Bagonghi, ideata durante la Seconda Guerra Mondiale in Svizzera, dove si era rifugiata con la famiglia per sfuggire alle persecuzioni del Fascismo. La ricordate? Era in velluto e la sua forma ricordava il classico bauletto del medico.

Ma veniamo alla storia del marchio Roberta di Camerino.

Era il 1945 quando Giuliana Coen aprì in Veneto un piccolo laboratorio nell’Istituto di rieducazione situato alle Zitelle, dove dava un’opportunità di recupero alle ragazze emarginate.

Da lì, una serie continua di successi: l’Oscar della Moda Neiman Marcus nel 1956; la prima sfilata nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, a Firenze, nel 1963; e poi gli anni Settanta, dominati dall’accordo commerciale con il colosso Mitsubishi Corporation per l’esclusiva in Giappone delle linee aziendali e la nascita a Tokyo della Roberta di Camerino Far East.

Negli anni Ottanta, il Whitney Museum of America Art dedica a Roberta di Camerino una retrospettiva con i suoi disegni; nel 1981 è invece la volta della stilista, autrice con il giornalista Marco Mascardidi una autobiografia pubblicata da Mondadori e intitolata “R come Roberta”. Nel 1995, per i cinquant’anni della griffe, la Galleria del Costume di Palazzo Pitti inaugura la donazione Roberta di Camerino, e nel 2001 nasce invece la Fondazione Roberta di Camerino, un’ organizzazione no profit di diritto svizzero che offre l’accesso ai propri archivi a quelle università, accademie e istituti dotati di corsi di stile, moda, design e costume.

Venendo ai giorni nostri, nel giugno 2008 Eva Riccobono è stata sua special guest per la sfilata della collezione PE 2007; mentre nel 2008 il marchio Roberta di Camerino è stato acquisito dal colosso della moda Sixty Group.

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni la ricorda così: “Apprendo con dolore della scomparsa di Giuliana Camerino, amica e grande imprenditrice veneziana. Esprimo il cordoglio personale e quello dell’intera amministrazione perchè scompare una figura importante per Venezia, figura di cui questa città sentirà la mancanza. Stilista, creativa, imprenditrice, Giuliana ha contribuito a diffondere il nome di Venezia e del Made in Italy in tutto il mondo“.

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