American Apparel addio, traduzione della lettera originale di un impiegato furioso

di Redazione 1

Ryan Narita era un dipendente del magazzino American Apparel in Canada, almeno fino a qualche giorno fa, o comunque, almemo finché non ha fatto girare una mail all’interno della compagnia AA, arrabbiato. Il motivo? La mancanza di meritocrazia e l’attesa, vana, lunga un anno, di un avanzamento di livelo per tanto tempo promesso e poi- come’é ovvio – mancato.

Ma Mister Narita non si é perso d’animo e ha fatto quello che in molti hanno pensato di fare, almeno una volta, nella loro carriera professionale: far fare una brutta figura all’azienda. Giudicate dalla lettera che sta impazzando per il web e che Modalizer vi ripropone, tradotta integralmente.

Cari colleghi di American apparel,

per prima cosa vorrei dire che per lavorare con questa azienda è stato per lo più divertente! Mi son fatto dei meravigliosi amici e ho conosciuto persone fantastiche. Lavorare per A.A. mi ha aperto molte porte e ne sono riconoscente. Sono anche grato ai miei direttori precedenti, allo store, a tutto ciò che sta dietro al mondo AA. Sono stato abbastanza fortunato nell’aver incontrato persone gentili ed intelligenti alla guida dell’azienda.

Detto questo, vorrei condividere parte della mia storia.

Quasi un anno fa quando ho cominciato a lavorare in questa azienda, ero (anche se non per i miei standard) il primo candidato per la direzione. Nella prima settimana ho memorizzato tutte le procedure, codici, aspetti tecnici del lavoro. Ho fatto di tutto e di più, anche ciò che non mi competeva. Essendo di natura un gran lavoratore, ben organizzato, aiutavo persino il mio capo magazziniere nelle incombenze quotidiane. Col passare dei mesi le mie responsabilità crescevano esponenzialmente, ricevevo piccole ricompense sia per il lavoro che per l’impegno speso. Me li ricordo ancora quei “soli” 9 dollari l’ora. Ma ho messo da parte l’orgoglio per persone cordiali. La faccio breve…

Continua:

Circa 2 mesi fa: mi hanno fatto assistant backstock manager e mi hanno promesso un piccolo ma ragionevole aumento. Che, in verità, non é mai arrivato.
Circa 5 mesi fa: il mio superiore viene licenziato, ed invece di promuovere me (secondo nell’ordine) alla direzione, hanno fatto avanzare di grado un tale 1) lavorava lì 2 mesi in meno di me 2) conosceva meno il lavoro 3) non sapeva nulla dello store.

Circa 7 mesi fa: un altro mio principale viene licenziato e di nuovo rimpiazzato con un tizio con meno competenze, conoscenza e minore esperienza. Ad ogni modo, questo nuovo mio capo era davvero incompetente e improduttivo. Anche se sapeva suonare bene la batteria. Tzè.

Circa 8 mesi fa: con la sorpresa di tutti anche lui viene licenziato (sarcasmo)

Ho finalmente pensato che avrebbero fatto la scelta più ovvia e quindi avrebbero nominato me back stock manager. Quindi, che avrei finalmente guadagnato più di 9 dollari l’ora per questo stupido lavoro.

Circa 8mesi e mezzo fa: sono stato ancora una volta scavalcato da un altro esterno che è stato promosso..

A questo punto mi sono sentito “fottuto” troppe volte per tenerci ancora al mio lavoro. Sono arrivato alla semplice conclusione che questa azienda è controproducente. Qualcuno potrebbe domandarsi del perché io mi sia sentito così risentito? Se lavori full time per un’azienda per un anno intero a 9 dollari l’ora puoi solo presumere che tu sia un ritardato mentale. Ho comunque avuto un aumento di 75 cent, e ciò mi rende un ritardato solo in parte.

La morale della mia storia è: fregatene della azienda perché a lei non interessa nulla di te! È ovvio.

Mi piacerebbe condividere con voi altri segreti che ho imparato nell’ultimo anno:

– Non avere paura di perdere il tuo lavoro. Sono solo uomini. […]. Perdere 9 dollari all’ora non è nulla di cui avere paura. Di certo, lo é di più temere di perdere la propria dignità. Il che mi porta al prossimo punto.

– Tutti gli impiegati di sede non sono nulla di cui avere paura. Esistono persone senza ambizioni o obiettivi nella loro vita. Sono soddisfatti di essere i lecchini di un idiota cocainomane e palesano di autoproclamarsi pervertiti con gusto. Sanno che non andranno oltre questa azienda e intanto non gli interessa “succhiare qualche ruota dell’ingranaggio”.

– (Un altro) è incompetente. (un altro) inutile. (l’altro) un cretino. ( ) l’incarnazione del diavolo. Ingnorala quando puoi.

– […]

– Se sei un buon lavoratore chiedi ora un aumento. (Se non lo riceverai entro tre settimane, indovina? Non lo riceverai mai.)

– Se chiedi qualcosa a qualsiasi persona più alta di grado: non aspettarti una risposta, verrai ignorato.

– L’azienda potrebbe chiedere qualsiasi cosa voglia a te e mettere la parola “mandatario”. Se non ottemperi, vieni licenziato.

– È solo un lavoro, quindi puoi ubriacarti nel weekend e mangiare durante la settimana. È solo carriera, non illuderti pensando che si tratti di altro.

Tanti cari saluti,

Ryan Narita

ASSISTANT BACKSTOCK MANAGER

Un grande sfogo che ci porta ad un altro problema di base del sistema lavoro, qui da noi in Italia ma anche nel mondo e nelle grandi case di moda: dove é finita la meritocrazia?

Per conoscere la storia per intero, commenti, o per dire la vostra: via| gawker.com

Commenti (1)

  1. Anon:I’m sorry I forgot – it’s meeinontd as a photo caption on the newspaper but I forgot to put it here.The book is “A Whole New Mind: Why Right-Brainers will Rule the Future”, by Daniel Pink.I’m adding it back now. Thank you for reminding me.

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