Charlene Wittstock sposa da favola in Giorgio Armani

di Lorena Scopelliti Commenta

Una principessa Disney: è questo che, sinceramente, ho pensato vedendo la diretta del matrimonio tra l’ex nuotatrice Charlene Wittstock e il Principe Alberto di Monaco. Ho snobbato a piè pari il Royal Wedding tra Kate Middleton e Prince William, ma questo non volevo perderlo: la sposa e la sua eleganza, che moltissimi hanno paragonato a quella dell’inarrivabile Grace Kelly, facevano ben sperare e l’attesa non è stata affatto delusa.

Dopo le due Kate è il suo turno: altissima, biondissima, dolce e quasi timida all’arrivo. Ammetto che le lacrime in cui è scoppiata (gioia, liberazione o altro, alla luce dei rumors degli ultimi giorni?) mi hanno fatto provare un po’ di tenerezza. Per fortuna il suo trucco era waterproof e a prova di bomba ho, forse cinicamente, concluso.

Se la principessa Aurora e Cinderella esistessero sono certa sceglierebbero un abito di Giorgio Armani per convolare a nozze e un Valentino per le cerimonie da invitate. L’abito bianco di Charlene era mozzafiato, fiabesco e da sogno.

Cominciamo dando i numeri. Strascico di 20 metri (che abbiamo potuto ammirare poco perché l’eco-friendly Alberto ha proibito le riprese con l’elicottero); 2500 ore per realizzarle l’intero abito (di cui 700 solo per il ricamo), 40 mila cristalli di swarovski e 30 mila perle dorate. Solo 100 ore di lavoro per creare il discreto e non eccessivo velo in tulle di seta bianco.

Per addolcire le spalle importanti di Charlene, forgiate da anni di nuoto agonistico, Giorgio Armani ha trovato una splendida soluzione: ha abbassato le spalline fin sotto l’omero, creando un gioco fasciante e facendole incrociare sulla parte frontale. Geniale davvero: l’ampiezza non indifferente delle spalle della neo principessa è mitigata e resa in tal modo più femminile, nascondendone così l’esuberanza muscolare.

Una delicata e floreale fantasia si dipana sull’intero abito, a partire dal centro ideale formato dall’incrocio delle spalline; la parte posteriore del vestito è arricchito da un dettaglio a sua volta incrociato che va a creare la seconda coda all’ Andrienne. La linea è scivolata ma elegantemente fasciante sul corpo, mettendo in evidenza le curve dolci di Charlene senza  essere eccessivamente aderente: una vera osmosi tra la sposa e il proprio fiabesco abito.

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