Panda Ball, Chopard sostiene il WWF

di Redazione Commenta

Nel mese di settembre, presso il Bâtiment des Forces Motrices a Ginevra, si è svolto un ballo speciale, promosso da Chopard in collaborazione con l’ente no-profit WWF, in cui sono intervenute altissime personalità come il Principe Alberto di Monaco e la sua bellissima sposa Charlene.

L’evento Panda Ball è stato organizzato per celebrare i cinquanta anni del WWF che si occupa, come tutti sanno, della salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali soprattutto in via d’estinzione e da tre anni ha trovato un partner d’eccellenza come Chopard.

Nel contesto della collaborazione con il famoso brand di gioielleria di lusso, il focus è puntato sul progetto Tigers Alive, che mira a proteggere questa specie animale e il suo territorio natìo dalle guerre devastanti tra uomini che ne stanno mettendo a repentaglio la vita stessa e l’intero ecosistema.

Il Panda Ball, invece, ha visto protagonista il tema, delicatissimo e pressante, della tutela dei boschi e delle foreste e, in generale, della deforestazione, che negli ultimi decenni è stata massiccia e ha letteralmente distrutto interi patrimoni ambientali.

Quando i brand di lusso incontrano i progetti di rilevanza sociale non si può che plaudirne l’impegno, che ha effetti positivi a vasto raggio: si dirà che con il fatturato che li caratterizza non è poi un gran sacrificio decidere di appoggiare le cause ambientaliste o umanitarie, ma vale la pena far notare che quella di Chopard, o di Louis Vuitton con il Climate Project, Stella McCartney con Peta, Tommy Hilfiger con la lega contro il tumore al seno, non è affatto la regola, bensì l’eccezione.

Il mondo della moda può e deve contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica verso tematiche di strettissima rilevanza sociale, come quella della salvaguardia boschiva attraverso i materiali riciclati e di riuso: deve perché, innegabilmente, ha contribuito (e in molti casi contribuisce tuttora) al meccanismo di distruzione degli ecosistemi, allo sfruttamento sconsiderato delle materie prime, all’inquinamento ambientale e alla pratica di utilizzo di pelli di animali in via d’estinzione.

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