On air il video con protagonista l’androgino Andrej Pejic per Silvian Heach

di Redazione Commenta

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Dopo il grande successo della campagna stampa invernale, la stilista Silvian Heach e il modello androgino Andrej Pejic tornano a lavorare insieme per il lancio del video con una top selection di capi e accessori della collezione a/i 2012-2013.

Il famoso modello serbo-australiano ha solo 21 anni, ma paradossalmente, data la sua bellezza androgina, seppure nei panni femminili gli restino ancora poche stagioni da vivere da protagonista, perché come dice purtroppo saggiamente Sharon Stone, nella moda come nel cinema un anno di una donna corrisponde a un anno di un cane, ossia sette!, come modello maschile potrà continuare a sfilare al top ancora a lungo.

Una schizofrenia lavorativa con cui il bel Andrej Pejic è abituato ormai a convivere, anche se sarà difficile per lui un giorno vedere andare in pensione una parte di sé e, proprio quella più interessante, che l’ha reso famoso in tutto il mondo. Andrej Pejic con un po’ di trucco può passare benissimo per una bella donna bionda dalle forme skinny e size zero e per questo motivo è uno dei più richiesti top model del mondo da designer come Jean Paul Gaultier grazie a una ambiguità di fondo che lo rende assolutamente unico.

Andrej Pejic è stato scelto dall’azienda italiana Silvian Heach per vestire proprio dei panni femminili nell’adv della collezione autunno/inverno 2012-2013. La campagna, realizzata completamente in un elegante bianco e nero, è opera del fotografo Giampaolo Sgura che ha scelto come location una Milano misteriosa e un po’ noir, ma sempre molto affascinante.

Il video, on air in questi giorni, invece, è stato realizzato nella cosmopolita e affascinante New York, dai colori intensi e piena di sussulti culturali underground. New York per il brand italiano è il simbolo della libertà assoluta, a state of mind, come recitava una famosa canzone, in cui ognuno è libero di essere se stesso fino in fondo, al di là dei soliti gender, schemi sociali in cui siamo tutti imprigionati.

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