60 anni di Made in Italy in mostra a Città del Messico

di Sandra Rondini Commenta

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso ottobre a Roma nel Museo Centrale Montemartini, la mostra “60 anni di made in Italy” è giunta a Città del Messico dove il prossimo giovedì 14 marzo alle ore 20.00 verrà inaugurata negli splendidi spazi espositivi del Museo Franz Mayer ed alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, Roberto Spinelli, del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Dott.ssa Melita Palestini, del Direttore del Museo Franz Mayer, Dott. Hector Borrell e delle massime rappresentanze governative, istituzionali ed imprenditoriali di Città del Messico.

La mostra, realizzata da Studio Galgano di concerto con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura, con la collaborazione ICE, è patrocinata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, e gode del principale ed  importante sostegno di un brand italiano della moda di eccellenza come Salvatore Ferragamo, oltre alla partecipazione ed il supporto di imprese italiane operanti in territorio messicano note in tutto il mondo per una produzione Made in Italy di qualità e creatività, come Ferrari, Pirelli, Elica, Montegrappa, Nomination. Si tratta di un progetto espositivo con il quale si intende rendere omaggio alla genialità e sapere sartoriale di alcune figure di spicco della moda e del design che, oltre a contribuire alla nascita del made in Italy, sono riusciti nel tempo ad imporre in tutto il mondo il proprio stile e gusto estetico, determinando quello che oggi è l’inconfondibile “stile italiano”.

L’allestimento, progettato da Elio Frasca ed Antonio Palazzo e coordinato da Camilla Di Biagio, racchiude circa un centinaio di capi storici, con alcuni oggetti “cult” dell’accessorio: tutte opere inedite a testimonianza dello stile e per cui ciascun protagonista della moda italiana si è distinto ed affermato. Si potranno, dunque, ammirare alcune spettacolari creazioni da red carpet, indossate per le prèmiere o per la “Notte degli Oscar” dalle più celebri top-model e celebrities, o ancora realizzate per indimenticabili personaggi del cinema internazionale, piuttosto che riflesse nelle arti visive o adattate ai palcoscenici della lirica. E, ancora, capi preziosi e incomparabili per la sperimentazione nei tessuti e la ricerca e l’uso di materiali sofisticati. Alcuni dei quali sono stati mirabilmente ritratti dal fotografo Simone Santinelli sullo sfondo degli angoli più suggestivi di Roma Capitale. Fra le griffe in esposizione per l’Alta Moda femminile: Renato Balestra, Raffaella Curiel, Marella Ferrera, Sorelle Fontana, Egon Von Furstenberg, Galitzine, Gattinoni, Lancetti, Antonio Marras, Gai Mattiolo, Lorenzo Riva, Sarli,  Schuberth, Valentino. Per l’Alta Moda maschile saranno presenti i modelli di Brioni, Maison Litrico Roma. Infine, il Prêt-à-Porter con Emilio Pucci, Giorgio Armani, Laura Biagiotti, Roberto Cavalli, Enrico Coveri, Dolce & Gabbana, Etro, Fendi, Gianfranco Ferrè, Alberta Ferretti, Genny, Gucci, Krizia, La Perla, Max Mara, Missoni, Moschino, Prada, Ermanno Scervino, Luciano Soprani, Trussardi, Versace e naturalmente Salvatore Ferragamo. Tutto il materiale in mostra proviene dagli archivi delle maison rappresentate, come pure da privati. Un esempio è l’abito da sera in raso pesante di Schuberth (1950), fotografato anche sull’Enciclopedia della Moda, ed il completo, sempre di Schuberth, in prezioso lamè e broccato oro (1958). Alcune creazioni poi, sono significative, ed identificano un preciso momento storico, mostrando quindi un vero e proprio ritratto della società italiana.

E’ il caso dei modelli simbolo dell’epoca de “La Dolce Vita”, in cui la moda era fortemente legata al cinema hollywoodiano. Come la riproduzione dell’abito talare delle Sorelle Fontana, indossato prima da Ava Gardner (1956) e poi riproposto per Anita Ekberg nel film “La Dolce Vita” di Fellini (1960); il famoso “Pijama Palazzo” di Galiztine, segno dei tempi, che Claudia Cardinale portava ne “La Pantera Rosa”(1963) e quale capo d’archivio d’eccezione, il leggendario abito “stile impero” della Maison Gattinoni, indossato da Audrey Hepburn nel film “Guerra e Pace” del 1956, che valse una nomination all’Oscar per i costumi. In mostra anche le spettacolari creazioni da “red carpet”, indossate per le prèmiere o per la “Notte degli Oscar”. Ad esempio, l’abito in tulle di Prada, con ricami in paillettes-oro e vestito dall’attrice Cate Blanchett (2000) o il modello Giorgio Armani, scelto per Sophia Loren, madrina della Festa del Cinema di Roma (2006) ed anche il “Jungle dress”, fotografatissimo abito di Donatella Versace, voluto dall’attrice-cantante Jennifer Lopez per ritirare l’MTV Music Award (2000). Immancabile il “rosso” Valentino indossato dall’attrice Elizabeth Hurley per il gran galà dell’Estée Lauder’s Charity (Londra – 1998) e poi l’alta moda maschile, con la dinner jacket originale del 1963, firmata Litrico, realizzata su misura per il Presidente John Fitzgerald Kennedy, o quello ideato da Brioni per l’invincibile “007-James Bond” alias Pierce Brosnan indossato nel film “Die Another Day” (2002).

Inoltre il “paillettato” grande e colorato dell’abito “urlo di donna” di Enrico Coveri per Milla Jovovich (1997); il bustier, per evidenziare “morbidezze” tipicamente mediterranee, di Dolce & Gabbana per Elizabeth Hurley (2000); la seta stampata effetto “animalier” di Roberto Cavalli come nell’abito indossato da Cindy Crawford sulla scalinata di Trinità dei Monti (2002); l’amore per il lusso e lo sfarzo di Gianni Versace, con il suo abito di cristalli Swarovski (1998/99) che Naomi Campbell indossò alla Stazione Leopolda per la presentazione dell’ultima collezione maschile disegnata dallo stilista. Infine lo stile Gucci by Tom Ford, quello sofisticatissimo di Gianfranco Ferrè, il plissè di Krizia, la leggerezza di Alberta Ferretti, l’eleganza di Max Mara e le lavorazioni in pelle di Trussardi, Nazareno Gabrielli e Fendi. Assolutamente imperdibile.

 

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