Lizzie Miller e il trend curvy, una tendenza che continua a mietere successo

di Lorena Scopelliti Commenta

L’estate 2011 ha visto vincere i corpi burrosi e ultra femminili di Jennifer Lopez e Kelly Brook, che si sono portate a casa la palma del miglior bikini sfoggiato. Sembrerebbe siano tramontati i tempi dei gamberetti/Twiggy: quantomeno sembra essere ormai sorpassato il trend del magro costi quel che costi. Ci riferiamo a quel tipo di magrezza visibilmente forzata e non costituzionale, fatta di costole dolorosamente in vista e clavicole appuntite.

Tutto questo ha certamente una spiegazione più profonda e complessa, di cui vorremmo parlare a breve: ma per il momento basti dire che la spinta propulsiva allo sdoganamento delle sweet size e dei fisici con curve e difetti in bella vista incontra anche il favore di titani della moda, come Giorgio Armani che ha voluto la giunonica Rihanna a rappresentare la sua lingerie.

Lizzie Miller è un personaggio che si inserisce in quest’ampia dinamica e la rappresenta a pennello: alta 1.80 per 80 chili di peso, fa la modella, è tutto fuorché filiforme ed è semplicemente bellissima.

A pagina 194 di Glamour settembre 2009 capeggiava l’immagine sorridente, solare, salubre di una splendida donna bionda, con rotolini bene in vista e smagliature evidenti sui fianchi. Quella risata spontanea sembrava scherzare su quei difettucci, come a voler dire Questa sono io e ne sono felice. Che vi piaccia o meno.

Come per tutti i fenomeni sociali c’è il risvolto della medaglia: è sbagliato cominciare a demonizzare le magre, perché fanno parte di un popolo nutrito quanto quello delle rotondette; è pericoloso etichettare e creare modelli distorti solo sulla base di una moda, come se fossimo fatte di pasta di sale e quindi modellabili a piacimento.

Essere glamour vuol dire, innanzitutto, rispettare la propria fisicità e assecondarla. Altrettanto sbagliato, infatti, è non saper riconoscere i propri limiti e credere che esprimersi senza condizionamenti attraverso l’abbigliamento significhi annullare il proprio spirito critico.

Personalmente ammiro chi riesce a ironizzare su se stessa, perché in fondo riescono a farlo solo coloro che hanno una solida autostima e grande intelligenza. Nessuna paura di mostrarsi per come si è, nessun imbarazzo a mostrare le proprie umanissime imperfezioni. Questo atteggiamento ha il sapore della vera libertà.

Photo credits | Getty Images

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