London Fashion Week 2012: Stella McCartney Evening Collection

di Sandra Rondini Commenta

A Londra Stella McCartney, la talentuosa figlia di Sir Paul McCartney dei Beatles, in pratica gioca in casa. Qui è dove è iniziato il suo sogno di diventare stilista e qui ha frequentato la gloriosa accademia della Saint Martin’s School da cui sono usciti talenti come John Galliano, Hussein Chalayan, Antonio Berardi e Matthew Williamson e dove Stella, per il suo saggio di diploma finale ingaggiò delle vere top model come Noemi Campbell perché erano sue amiche, tra l’invidia generale degli altri ragazzi del suo corso.

Ma il tempo è impietoso con i “figli di papà” che devono sempre dimostrare al mondo intero di essere bravi e di meritare il posto in paradiso che hanno ottenuto senza particolari sforzi. Nel caso di Stella McCartney, il tempo è stato galantuomo perché non solo dopo tanti anni fa ancora la stilista, ma lo fa ad altissimi livelli, il che dimostra che ha sempre avuto la stoffa per realizzare il suo sogno fashion e per mantenerlo in vita adesso, con grande successo internazionale, con collezioni sempre più audaci e raffinate.


Alla London Fashion Week in questi giorni ha presentato la “Stella McCartney Evening Collection”, una collezione  davvero speciale, a cominciare dall’allestimento messo in atto con grande fantasia, una favolosa cena-performance con protagoniste d’eccezione top model di ieri e di oggi, come Amber Valletta , fashion guru, cool hunter e famosi trend setter e jet setter internazionali. Molto più di una semplice sfilata, un vero sogno! Gli abiti, naturalmente, non potevano essere assolutamente da meno con creazioni iperboliche e preziose, caratterizzate da importanti giochi volumetrici a sorpresa.

Molto belle le fantasie degli abiti, con stampe effetto marmo, anche trompe l’oeil e il pizzo declinato in diverse nuance di colore techno per smitizzare il più rètro e bon ton dei tessuti. Notevoli gli abiti in maglia, ma il top sono stati gli incredibili modelli-transformer con giacche da sera che si trasformavano in long dress (il che in tempi di crisi non è male: due abiti in uno!…) e i  tailleur dal fascino sensualmente androgino. Una collezione perfetta!

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