Milano Moda Uomo: da Prada a/i 2012-2013 il parterre è in passerella!

di Sandra Rondini Commenta

Ci sarà anche aria di crisi in tutto il mondo, ma nel fashion system l’abito non solo fa il monaco, ma regala anche molto potere. Anche perverso. Come emerge dall’ultima collezione autunno/inverno 2012-2013 di Prada che durante Milano Moda Uomo ha presentato un uomo-icona d’altri tempi, un fleur de male che seduce e conquista per il suo lato oscuro, quasi alla Dorian Gray.

Si parte con dettagli rubati alle uniformi dell’Ottocento per lasciarsi avvincere dalle suggestioni di un caleidoscopico tourbillon di stili storici apparentemente slegati tra loro, come gli anni trenta, l’espressionismo e l’avantgarde. Fil rouge è l’animo umano con tutte le sue contraddizioni più intime e nascoste e in passerella, incredibilmente, niente modelli efebici e anonimi, ma un’autentica parata di star agèe come l’attore de “le iene” Tim Roth, lo ieratico Gary Oldman, il tormentato Willem Dafoe, ma anche la freschezza del giovane e impegnato Adrien Brody, capace, come sappiamo, di tuffarsi anima e cuore in torbidi ruoli cinematografici.


Ognuno di loro, in passerella non interpreta se stesso, ma il cliché che si è costruito in anni di carriera borderline. Il pubblico se li immagina maudit e di quest’alone oscuro come un mantello Miuccia Prada li riveste e li usa come interpreti si una sua originalissima poetica. Tra frac aristocratici, flavours proustiani, colli d’astrakan mitteleuropei, ghette e decorazioni da ufficiali va in scena una sfilata molto teatrale composta quasi da abiti di scena che trasposti nel mondo reale occorrerà smitizzare, smorzandone l’appeal rètro con qualche tocco basic e contemporary.

L’eco viscontiana è predominante in una sfilata che non ha uguali in questa Milano Moda Uomo 2012 in scena in questi giorni. Se Miuccia Prada voleva sfidare il fashion world c’è riuscita perfettamente con metafisico aplomb, forte di una cultura incredibile e di un coraggio di rischiare che la porta sempre ad alzare la posta in palio. C’è la crisi? Si risponde con il potere della fantasia, guardando al passato senza malinconia, ma solo per coglierne quelle sfumature vitalistiche di sensualità che potrebbero essere il motore della rinascita di un intero settore. Speriamo.

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