Miu Miu Miu p/e 2013: essere chic vuol dire non seguire le regole

di Lorena Scopelliti Commenta

Sulla passerella di Miu Miu per la primavera estate 2013 abbiamo assistito a una visione completamente diversa, rispetto a quella a cui siamo abituati, dell’eleganza e della raffinatezza: stravolgere le regole dell’attitudine chic vuol dire esserlo ancora di più, distinguendosi e dettando le regole.

Quello che ha spiazzato un po’ tutti, dagli animalisti fino a chi animalista non lo è affatto, è stato l’inserimento inaspettato e sicuramente anacronistico, visti i tempi e soprattutto la stagione, della pelliccia: sembra che per la prossima primavera estate indossarla sia un simbolo di moda e tendenza. Parliamo di una stagione calda, quindi probabilmente è solo sintomatico dei tempi e della crisi economica mondiale: esorcizzarla con il lusso sfrenato e ostentato è sicuramente una scelta opinabile e, probabilmente, non condivisa da molti.

Miu Miu tinge quindi la pelliccia con tonalità sorprendenti: il bagno di colore è volutamente approssimativo e non meticoloso, per un risultato grunge-chic fuori dagli usuali schemi di compostezza. I materiali preziosi degli abiti, dal taglio sartoriale inappuntabile, sono dicotomicamente stropicciati ad arte e rovinati da 5/6 trattamenti e le fogge asimmetriche creano caos nel già composito mix di tessuti e dimensioni. Il risultato è però armonico ed equilibrato: un’eleganza sbagliata e dai canoni inversi che conquista per l’assenza di regole.

I materiali (denim, cotone) solitamente trattati in modo più rude sono al contrario lavorati come la seta più preziosa; vengono anche inseriti dettagli macroscopici come le borchie al posto dei bottoni per chiudere i cappotti: lo stravolgimento dei dettami e degli stilemi tipici distingue e caratterizza il lavoro di Miuccia, che interpreta una moda volutamente aggressiva e non conforme.

Photo Credit| Getty Images

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