Un uomo nudo e il sadomaso: la nuova campagna PETA è sexy e choc insieme

di Sandra Rondini Commenta

Jensen Ross Ackles è un attore nonchè ex modello americano, molto aitante, come potete ben notare dall’immagine di questo post. Qualcuna di voi certo lo rammenterà nei panni televisivi di Eric Brady “Il tempo della nostra vita” o Jason Teague in “Smallville” e, più recentemente, in quelli del bel Dean Winchester in “Supernatural”. Ma da oggi tutti lo ricorderanno come il protagonista della nuova campagna etica lanciata dalla P.E.T.A. (acronimo per “People for the Ethical Treatment of Animals”), l’organizzazione internazionale che si occupa di difendere i diritti degli animali, veicolando anche immagini molto forti pur di sensibilizzare l’opinione pubblica.

Bisogna ammettere che negli anni la PETA, con le sue campagne shock, a cui hanno prestato il loro volto tantissime celebrities, hanno sortito il loro effetto tanto che, almeno fino a tre anni fa, nessuno mai avrebe osato presentarsi in pubblico con una pelliccia tale era stata la campagna horror e splatter indetta dalla PETA per mostrare le atroci crudeltà inflitte a sangue freddo dall’uomo su creature innocenti non per necessità, ma per soddisfare la vanità delle persone. Ora, nonostante tutti questi sforzi,  le pellicce sono tornate di gran moda, come abbiamo potuto verificare chiaramente nelle recenti fashion week di New York, Londra, Milano e Parigi .


Decenni di impegno civile sembrano essere stati spazzati via dalla moda che dimostra, ancora una volta, il suo immane potere di manipolazione dei desideri della gente. Oggi tutto ciò che fino a ieri ci sembrava orribile da indossare, è il nuovo must have assoluto. Ma non esiste solo la crudeltà della moda contro la quale per ora la partita sembra persa. C’è anche quella di chi va al circo per ammirare dal vivo animali esotici che non dovrebbero vivere in schiavitù, costretti in gabbie, legati a catene solo per far sorridere di meraviglia bambini inconsapevoli e sorprendere con la loro maestosità adulti imbelli senza cuore.

Questi animali, nati in schiavitù, dovrebbero essere affidati a bioparchi e lasciati pian piano riabituarsi al loro habitat naturale fino magari a realizzare il sogno di tornare a casa loro, in Africa o in Asia, dove è giusto che vivano, in libertà e con dignità, non costretti a imparare, a suon di frustate e maltrattamenti, numeri scemi che divertono adulti scemi. È splendido il mondo del circo e dei circensi, soprattutto gli acrobati, liberi di volare nel vuoto, senza timore di sfidare la sorte. Per questo la nuova campagna PETA merita considerazione: perché finalmente nudo sui cartelloni non c’è una donna (che cliché!), ma un uomo e perché si fa anche un sottile, e ironico, accenno al sadomaso con lo slogan che fruste e catene appartengono alla camera da letto e non al circo…

Una campagna stampa innovativa che speriamo sortisca il suo effetto, proprio per amore del circo. Ammirare un leone in gabbia è roba vecchia, quasi ottocentesca, quando nessuno viaggiava e l’esotismo andava di moda. Ma adesso con bioparchi, libri e migliaia di documentari su dvd, che bisogno c’è di tenere un innocente in gabbia?

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