PETA, la nuova testimonial contro le pellicce è Penelope Cruz

Facci felici, non indossare pellicce”.

Questo il claim che accompagna la nuova campagna della PETA, People for the Ethical Treatment of Animals, contro l’uso delle pellicce che ha scelto il volto e l’impegno di Penelope Cruz.

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L’attrice spagnola, premi Oscar, è ritratta insieme a un gatto rosso a sostegno della battaglia dell’associazione in difesa dei diritti degli animali. Per l’attrice spagnola, da sempre attiva a sostegno della campagna anti-pelliccia, si tratta della seconda volta come testimonial per la PETA visto che aveva posato per un’altra campagna nel 2012.

Un uomo nudo e il sadomaso: la nuova campagna PETA è sexy e choc insieme

Jensen Ross Ackles  peta

Jensen Ross Ackles è un attore nonchè ex modello americano, molto aitante, come potete ben notare dall’immagine di questo post. Qualcuna di voi certo lo rammenterà nei panni televisivi di Eric Brady “Il tempo della nostra vita” o Jason Teague in “Smallville” e, più recentemente, in quelli del bel Dean Winchester in “Supernatural”. Ma da oggi tutti lo ricorderanno come il protagonista della nuova campagna etica lanciata dalla P.E.T.A. (acronimo per “People for the Ethical Treatment of Animals”), l’organizzazione internazionale che si occupa di difendere i diritti degli animali, veicolando anche immagini molto forti pur di sensibilizzare l’opinione pubblica.

Bisogna ammettere che negli anni la PETA, con le sue campagne shock, a cui hanno prestato il loro volto tantissime celebrities, hanno sortito il loro effetto tanto che, almeno fino a tre anni fa, nessuno mai avrebe osato presentarsi in pubblico con una pelliccia tale era stata la campagna horror e splatter indetta dalla PETA per mostrare le atroci crudeltà inflitte a sangue freddo dall’uomo su creature innocenti non per necessità, ma per soddisfare la vanità delle persone. Ora, nonostante tutti questi sforzi,  le pellicce sono tornate di gran moda, come abbiamo potuto verificare chiaramente nelle recenti fashion week di New York, Londra, Milano e Parigi .

Elisabetta Canalis in piazza a Milano a sostegno di Peta e contro il mercato delle pellicce

elisabetta canalis peta video manifestazione

Yakutsk, Russia, circa 450 km dal Circolo Polare Artico: alcuni anni fa il termometro, in questa città di circa 200 mila abitanti,  ha toccato punte record di -63 gradi. In media si viaggia attorno ai -45 gradi, temperature considerate normalissime in gennaio. In questi casi, per proteggersi da un gelo simile, c’è davvero poco da fare: le pelli animali sono le uniche in grado di consentire un riparo termico che preservi dal congelamento delle membra. Parliamo di sopravvivenza.

Perché abbiamo introdotto l’articolo parlando di una cittadina dal nome, per noi, impronunciabile? Perché, nella vita, non ci sono verità assolute e certezze incrollabili e ciò vale anche per pellicce, che nella maggior parte dei casi e delle città del mondo non è che un vero e proprio feticcio inutile, spesso di cattivo gusto e, soprattutto, fonte di crudeltà inimmaginabili. Se a Yakutsk indossarne una rappresenta vera urgenza fisica, a Roma o a Napoli o a Los Angeles è un mero sfoggio di lusso.

Manifestazioni animaliste contro l’uso delle pellicce e dei pellami

manifestazione PETA 4 agosto New York contro l'uso dei pellami

E’ ormai storia vecchia: i designer continuano a sfornare modelli sempre più lussuosi e rari di pellicce e gli animalisti proseguono nella loro campagna contro l’uso delle animal fur senza soluzione di continuità. Ormai non fa più nemmeno notizia, la lotta è diventata una prassi. E le due parti, spesso, sembrano non ascoltarsi.

L’industria delle pellicce è dominata da una logica senza scampo e senza cuore, quella del profitto, basata sul principio che il lusso si rivolge ai ricchi, questi ultimi sono (parlando in termini economici) big spender e di conseguenza non si può non far spendere poco a una categoria simile: un big spender è disposto a pagare tanto, tantissimo, è un diritto che non gli si può negare.

E così i designer si industriano come possono: macchine tempestate di svarovski, vestitini per cani impreziositi da diamanti, scarpe con tacco in platino. E pellicce, che sono uno dei simboli per eccellenza della ricchezza ostentata.

Tutti nudi per proteggere gli animali con PETA

PETA, letteralmente significa “People for the Ethical Treatment of Animals”, è la più grande organizzazione dei diritti degli animali nel mondo, che vanta più di 2 milioni di soci e sostenitori, molti dei quali appartengono al mondo del jet set internazionale. Questa forte organizzazione, da moltissimo tempo, ormai,  concentra la sua attenzione su quattro aree specifiche dove sono racchiusi, dopo un attento studio,  gli animali che soffrono più intensamente e per più tempo: allevamenti industriali, commercio di abbigliamento, laboratori, e settore dello spettacolo. Stimolando e ponendosi con un occhio di riguardo verso tutto il design e la moda ecosostenibile, cercando di sostenerlo e di spronarlo.

Gli ambientalisti del Peta contro Hermes

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Peta – People for the Ethical Treatment of Animals, l’organizzazione internazionale che si batte in difesa degli animali, ha lanciato un appello per denunciare le atroci torture che subiscono serpenti e alligatori lasciati morire lentamente.

Bersaglio delle riprese e delle foto pubblicate dal Peta i siti di allevamento a Giakarta dalla maison francese Hermes.

Michelle Obama testimonial del Peta, nella Campagna contro le pellicce

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La First Lady Americana, Michelle Obama, insieme a Oprah Winfrey, Carrie Underwood e Tyra Banks è diventata testimonial della Peta, contro l’utilizzo delle pellicce.

Dalla Casa Bianca sono partite delle forti accuse all’organizzazione animalista poiché non avevano i permessi di utilizzare il volto della First Lady.

Peta ha fatto delle foto per la campagna contro le pellicce dove vi sono, come detto in precedenza delle celebrità con la scritta Favolose senza Pelliccia.