Parigi fashion Week a/i 2012-2013: le più belle sfilate di alta moda

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In questi giorni, dal 1 al 4 luglio, a Parigi, si è tenuta l’attesissima settimana dell’alta moda e  grandi nomi come Dior, Chanel, Armani e Giambattista Valli hanno  calcato le passerelle, conquistando il pubblico e gli addetti ai lavori con le loro mirabolanti creazioni. Cominciamo con Alexis Mabille, giovanissimo e già famoso couturier molto amato dalle celebrities come Beth Ditto per la sua estrosità.


La sua collezione di alta moda è costruita con tessuti particolari che catturano la luce e la riflettono in un modo molto particolare, quasi madreperlato, ma non solo. In passerella hanno sfilato anche tanti long dress interamente tempestati di cristalli swarovski, sensuali abiti a clessidra in rete color nude seguiti da frac e mantelline in velluto che ricordano il look quella recentemente ideato per il tour americano di Dita Von Teese. Ma passiamo al primo italiano in passerella, la leggendaria maison della Medusa, recentemente tornata a fare alta moda dopo un periodo di buio. Ma adesso è tutta luce, a partire dai colori luminosi, accesi e radiosi. Nella sua sfilata all’Hotel Ritz di Parigi, Atelier Versace ha presentato una collezione ispirata alle carte dei tarocchi, reinterpretando la luna, il sole e i vari elementi del mazzo con abiti da sera avorio, bustini di cuoio verniciato e ampie gonne di chiffon. Molto belli i corti impermeabili ricamati con tante perline trasparenti. Applauditissimo un minidress del color del Mediterraneo, così Versace, interamente a strisce di raso sovrapposto a plastica, tenute insieme da fibbie d’oro rosa. Nel complesso una collezione sexy, in pieno stile Medusa che è molto piaciuta a pubblico e addetti ai lavori.

Nero, grigio e cipria da Chanel per una collezione cheè un omaggio ai celebri tailleur di Coco, opportunamente rivisitati nelle forme e anche nelle lunghezze, fino a diventare lunghi cappotti. L’allure è dark, seria e sofisticata, sebbene non manchino, soprattutto negli accessori, delicati tocchi di grande femminilità. Il tweed è il grande protagonista di questa collezione composta principalmente da completi, anche doppiopetto e military style, con gonne tubolari e rigorose, indice di una sartorialità senza pari. Davvero splendida la virata che Karl Lagerfeld a un certo punto fa verso il cipria, il nude e i colori neutri, regalando con tagli avantgarde e importanti spalline di deliziosi tailleur con collant grigi glitterati e minidress dal design avvincente un tocco di raffinatezza anche ai tagli più seri e decisi, quasi androgini. Il velluto nero illuminato da colletti bianchi ha un’allure rétro che affascina, anche se è pura accademia: chi li indosserà mai? Per la sera long dress dai riflessi metallici, abiti cipria con trionfo di ruches e volants, ma sempre con una silhouette pulita, che non si apre mai a volumi che non fascino il corpo. Grande successo e applausi a scena aperta per King Karl.

Eccoci finalmente  alla collezione più attesa, quella del debutto di Raf Simons come Direttore Creativo della maison Christian Dior che si è rifatto alla silhouette del New Look di Monsieur Dior in chiave minimalista com’è nello stile dell’ex stilista di Jil Sander. In passerella completi a clessidra, la mitica “giacca Bar” di Dior ristrutturata. Gli abiti da sera sono minimal, ma impreziositi da ricami. Molti top a bustino che terminano in una rouche a palloncino abbinata a pantaloni neri con ricami da gran soirée e stole di pelliccia. Chiaramente è demicouture, non haute couture e il pubblico si guarda sconcertato. Una nuova era Dior, senza glam e fascino, è davvero iniziata? John Galliano ha vinto ancora: la collezione di Raf Simons è insicura, presenta stampe fantasia letteralmente smorte e non è assolutamnete alta moda. Dalla demicouture di Dior alla fantasia senza limiti del grande Giambattista Valli che pesca a piene mani nella sua fantasia di couturier per regalare uno spettacolo visivo senza pari. Pura sartorialità, artigianalità e una vena di follia che non guasta mai. Non è questa l’alta moda?

Un autentico giardino d’inverno con la malinconia del rosso delle foglie dell’autunno e una netta predominanaza del verde in tante nuance calde e intense, molto invernali. Davvero splendide le fantasie floreali. La sua sfilata di alta moda è un autentico saggio di maestria couture con  le rouches e i volants che avvolgono il corpo della donna creando una silhouette completamente nuova. Un vero sogno di pura couture a cui molti dovrebbero guardare per ispirarsi. Chiudiamo questa nostra carrellata couture con, last but not least, Giorgio Armani Privè, che gioca con nuance delicatissime, accostandole tra loro con estrema raffinatezza. Notevoli gli abiti longuette color cipria e carta da zucchero indossati con baschi neri e i cappotti stile Impero. La parte daily è sicuramente la più riuscita perché lascia incanta per volumi, forme, sartorialità e soprattutto nuance che è come se si sfumassero l’una nell’altra: tanto belle quanto ipnotiche. È tutto un sussurro. Ogni abito sfila via leggero e ne rimane un dolce ricordo. Più “tradizionalmente Armani” la sera, sempre in grande stile, però, con cascate di strass, silhouette a sirena, inedite ali laterali per creare volumi aerei stupefacenti. Una collezione favolosa, da dieci e lode.

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