Paris Fashion Week: le più belle sfilate della sesta giornata

di Sandra Rondini Commenta

Davvero eccentrica, divertente, portabilissima e caratterizzata da stampe fantasia a contrasto con colori acid-pop, la nuova collezione Kenzo, presentata ieri, durante la sesta giornata della Paris Fashion Week, è un riuscitissimo mix tra codici occidentali e japanese grazie al fiuto dei due direttori creativi della maison, Humberto Leon e Carol Lim di “Opening Ceremony, concept store che dal 2002 detta legge a Manhattan, e non solo, in fatto di tendenze. Leon e Lim hanno sostituito degnamente l’ex direttore artistico della maison Kenzo, Antonio Marras e la collezione è un tripudio di minidress colorati, lunghi cappotti di velluto, tati romantici cappelli a cuffia (sul modelli di quelli già visti in passerella da Dior e da Lanvin) e pants a vita alta che si aprono larghissimo sul fondo, molto couture.

Ieri ha sfilato anche la linea John Galliano, naturalmente non disegnata dal mirabolante genio della moda, ma dal solito Bill Gaytten, lo stesso che lo ha sostituito da Dior e che non ha trovato nulla di meglio per il prossimo inverno che cercare riparo in un’ispirazione quasi alla “Pirati dei Caraibi” con donne pronte all’arrembaggio con mantelle asimmetriche, trench couture e bizzarri cappellini con piume. Nulla che il vero John avrebbe mai disegnato, almeno non così banalmente.


Infine Givenchy, un tripudio di pelle ed elementi etnici per  una collezione tribal-chic che lascia un po’ interdetti. Di donne-valchirie se ne sono viste molte durante questa paris Fashion Week, ma mai nessuna come quella della nuova collezione autunno/inverno 2012-2013 presentate dalla maison Givenchy, nella linea disegnata dall’italiano Riccardo Tisci. In passerella donne-guerriere dall’allure primitiva e primordiale, quasi apocalittica, da post fine del mondo.

Tra cuissard, i famosi stivali alti ben oltre la coscia e un uso preponderante della pelle come materiale d’elezione, anche da Givenchy, come già da Vivienne Westwood , si sono viste le famose maxi spalline anni Ottanta, naturalmente opportunamente rivisitate perché hanno linee squadrate, importanti e geometriche.

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