Hedi Slimane per YSL mostra in anteprima la collezione ai buyer

di Sandra Rondini Commenta

Non era mai successo prima. È come una finale di calcio giocata a porte chiuse, senza che i tifosi possano accedere alle tribune per gustarsi il match. La stampa internazionale non è stata invitata e dovrà attendere per diversi mesi prima di poter vedere le prime creazioni di Yves Saint Laurent firmate dal nuovo direttore creativo Hedi Slimane, tornato alla moda dopo aver lasciato, dopo sette anni, la direzione artistica di Dior Homme anni ed essersi per anni dedicato alla fotografia d’autore.

Il motivo di questo inspiegabile ostracismo è ignoto perché non c’è nessuna dichiarazione ufficiale se non quella che esplicitamente annuncia che l’anteprima della collezione Cruise 2013 per la donna e della primavera-estate 2013 per l’uomo sarà riservata solo e soltanto ai buyer. Niente stampa. Forse perché Slimane la ritiene inutile perché spesso la stampa è di parte, prezzolata e incapace di scrivere nulla sulla griffe se la griffe non paga per essere presente sul giornale o con soldi o perché conosce qualche redattore amico in grado di fargli qualche favore, inserendolo magari in qualche redazionale. In ogni caso la recensione che ne uscirà sarà falsa e inutile.

Verranno lanciati trend inesistenti, si focalizzerà l’attenzione del lettore su dettagli inutili e si darà una chiave interpretativa della sfilata totalmente arbitraria. Secondo Slimane le recensioni della stampa, spesso prezzolate, e la pubblicità acquistata sui magazine non è più garanzia di vendite. Per questo motivo tanto vale bypassarla dando la precedenza a chi, soprattutto in questo momento di crisi conta molto di più, i buyer.

Ma se la stampa è esclusa dallo show chi racconterà backstage e atmosfera alla gente? Chi si farà testimone dello show? Chi racconterà i retroscena? C’è una parte della stampa che è insostituibile e d è quella della “descrizione di un attimo”, per citare una famosa canzone dei Tiromancino. Il giornalista di moda smette di essere un procacciatore di probabili inserzionisti e torna cronista di storie per raccontare ai suoi lettori atmosfera, sensazioni ed emozioni di un evento irripetibile. Escludere la stampa, relegarla in fondo alla fila significa raccontare una storia di seconda mano. E questo davvero non conviene a nessuno.

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