AltaRoma 2013: le più belle sfilate della prima giornata

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Continuano in tono minore, rispetto a quelle di Parigi, le sfilate dell’alta moda romana che non rescono a catturare un pubblico importante di stampa internazionale, buyers e ospiti di rilievo. In una cornice di luglio assolata hanno sfilato gli italini Giada Curti e Nino Lettieri, nomi nuovi della couture made in Italy che si stanno ritagliando un loro spazio di rilievo nel settore e che, in calendario ufficiale ad AltaRoma, hanno presentato le loro collezioni a/i 2013-14.


Molto romantica la prima, donna appassionata e stilista creativa e vivace che da sempre ama esprimere in passerella un’idea di donna fresca, giovane e rassicurante, mai volgare e aggressiva. E’ una danza tra tessuti e ricami quella orchestrata da Giada Curti che ha scelto il nome di “Le Bandeau d’Amour”, come la fascia che tratteneva i boccoli dell’ultima Regina di Francia, Marie Antoinette, per la sua nuova collezione d’alta moda i cui colori predominanti sono il bianco, il nero e il platino, mentre tra i tessuti, oltre al broccato, vince il tulle, impreziosito da sovrapposizioni di pizzi rebrodè e macramé.

Quasi una capsule, composta da soli 8 abiti di cui ben 4 da sposa. Queste utime, in una profusione di passamaneria, balze, nastri e fiocchi, e avvolte in soffici nuvole di tulle e pizzi, hanno voluto ricordare agli ospiti in sala lo stretto rapporto della Maison Curti con il mondo della Sposa. La stilista, infatti, è prossima al lancio e alla distribuzione a livello mondiale della nuova linea “Giada Curti Bride”.

Lo stilista campano Nino Lettieri per il prossimo inverno ha scelto grandi volumi per i soprabiti in alpaca, cashmere e astrakan. I tailleur con pantaloni palazzo in doppio petto dalla linea maschile sono in morbido cashmere spigato grigio e di mikado rosso fiamma. Gli abiti da sera, con volants in soffice organza e ricamati da pizzo e cascate di cristalli neri, ricordano le linee morbide ed eleganti che il grande maestro Paul Poiret introdusse agli inizi del Novecento, rivalutando la bellezza naturale del corpo femminile e liberandolo dalle costrizioni dei corsetti e dei busti. Stile anni Trenta la sposa che ha chiuso il defilé con le sue linee morbide, valorizzate da grandi rose di velluto dévoré e lurex ricamate su georgette e candide piume di struzzo.

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