New York Fashion Week, la jungle di Michael Kors e la primavera di Philosophy di Alberta Ferretti

di Sandra Rondini Commenta

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Tutto arriva e tutto passa, dice un vecchio adagio. E così siamo arrivati al penultimo giorno di sfilate della Mercedes Benz Fashion Week, la settimana del prét a porter neworkese durante la quale, giorno dopo giorno, a ritmo serrato, si stanno presentando a buyers, stampa e addetti ai lavori, le nuove collezioni moda della prossima primavera-estate 2012.

Tra alti e bassi, la nave giunge in porto tra le mareggiate della crisi e le critiche a una fashion week che nonostante i nomi roboanti, come Marc Jacobs, Custo Barcelona, Diane von Furstenberg, Donna Karan, Tommy Hilfiger e tanti altri, ha stentato a decollare, se non per pochi significativi momenti come il notevole successo ottenuto dalle collezioni di Vera Wang, Marchesa e Diesel Black Gold.

Ieri a tentare di bissare gli applausi e scaldare un pò la platea, in realtà un pò freddina, del Lincoln Center dove si stanno tenendo gran parte dei defilè, ci hanno provato nomi del calibro di Michael Kors, Jeremy Scott, Philosophy by Alberta Ferretti, Anna Sui, Proenza Schouler.

Cominciamo con il simpatico Michael Kors, l’ironicamente spietato giudice del reality “Project Runway”, nonché notevole stilista a cui cogliamo l’occasione per fare i nostri auguri per il recente matrimonio a Southampton con il suo compagno di sempre, Lance LePere.

Dopo la sfilata di ieri, Kors oggi è già in volo per il viaggio di nozze nell’isola di Capri. Auguri! Ma basta gossip, torniamo alla moda e, in particolare, alla sfilata di Michael Kors che, a quanto pare, considera New York un’autentica giungla se ha mandato in passerella abiti in calde nuance sahariane, ma a brandelli, stampe etniche e animalier, cartucciere e addirittura bisacce! Un’idea di moda un pò troppo rustica e forse più adatta a un bootcamp che a una boutique…Bocciato da tutti. Sarà stato distratto dai preparativi per il matrimonio? Chissà. Il risultato, comunque, non è all’altezza della sua fama.

Perfetta come sempre la collezione Philosophy by Alberta Ferretti, fatta di stoffe eteree, leggere, tagli asimmetrci che hanno del miracoloso e scivolano lungo il corpo disegnando silhouette degne di moderne ninfe. Bellissime nuance, stampe floreali. Jumpsuit in stile New York e morbidi drappeggi sensuali per chemisier che si allacciano all’alteza della vita e poi si aprono come fiori.

Si cambia totalmente registro da Anna Sui, molto apprezzata Oltreoceno per la sua audacia creativa, ma indossare i suoi capi è un pò come vestirsi al buio. Tra turbanti, jumpsuit e minidress ironici e colorati dimostra sempre di avere uno stile molto personale che può piacere come no. Alla stampa non è piaciuto, ma non è detto che al pubblico invece non diverta. Alla fine il verdetto finale spetta sempre alle boutique: nella moda vince chi vende.

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